301
Codice 1.7.7-17
La velocità effettiva (Ve) altro non è che la velocità:
-
a
reale rispetto al fondo marino. (risposta esatta)
-
b
di scarroccio e deriva.
-
c
della superficie dell'acqua.
Risposta esatta: a, reale rispetto al fondo marino.
Perché, spiegato dal Capitano
La velocità effettiva (Ve) è la velocità reale dell'unità rispetto al fondo marino: il risultato combinato del moto proprio dei propulsori, dello scarroccio dovuto al vento e della deriva dovuta alla corrente. È la velocità che conta davvero per i tempi di arrivo e le distanze reali percorse. Il GPS la misura direttamente come SOG (Speed Over Ground) e la mostra in tempo reale.
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302
Codice 1.7.7-18
Eccetto i casi teorici di scarroccio di prora ovvero poppa, lo scarroccio positivo o negativo è:
-
a
lo scarroccio avente lo stesso segno della deviazione ovvero avente segno opposto.
-
b
lo scarroccio E o W.
-
c
lo spostamento laterale che avviene rispettivamente a dritta o a sinistra rispetto alla prora della nave. (risposta esatta)
Risposta esatta: c, lo spostamento laterale che avviene rispettivamente a dritta o a sinistra rispetto alla prora della nave.
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio è positivo o negativo a seconda che lo spostamento laterale dell'unità avvenga rispettivamente verso dritta (destra) o verso sinistra rispetto alla prora della nave. La convenzione fissa è: segno + per spostamento a dritta, segno - per sinistra. Va applicata coerentemente nelle formule di conversione tra prora vera e rotta vera: Rv = Pv + s + d (scarroccio e deriva con segno).
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303
Codice 1.7.7-19
A parità di azione del vento, la velocità di scarroccio:
-
a
con lo stesso vento è eguale per tutte le navi anche se diverse tra loro.
-
b
tanto è maggiore quanto è minore l'opera viva e quanto è maggiore la superficie esposta al vento. (risposta esatta)
-
c
tanto è maggiore quanto è maggiore l'opera viva e quanto è maggiore la superficie esposta al vento.
Risposta esatta: b, tanto è maggiore quanto è minore l'opera viva e quanto è maggiore la superficie esposta al vento.
Perché, spiegato dal Capitano
A parità di azione del vento, la velocità di scarroccio aumenta quando l'opera viva (parte immersa dello scafo) è piccola e l'opera morta (parte fuori dall'acqua, esposta al vento) è grande. Meno chiglia nell'acqua significa meno resistenza al movimento laterale; più superficie esposta al vento significa più spinta trasversale. I catamarani piatti scarrocciano molto, le barche con deriva profonda scarrocciano poco.
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304
Codice 1.7.7-20
Come mai in navigazione il vento appare diverso da quello reale?
-
a
è solo apparenza, in realtà i due venti hanno uguale provenienza.
-
b
perché a quello reale si somma, vettorialmente, il vento dovuto al moto della nave. (risposta esatta)
-
c
perché il bordo libero della nave e le tughe deviano il moto del vento.
Risposta esatta: b, perché a quello reale si somma, vettorialmente, il vento dovuto al moto della nave.
Perché, spiegato dal Capitano
Il vento apparente è la somma vettoriale del vento reale e del vento di velocità, quest'ultimo generato dal moto della nave e diretto in senso opposto alla rotta. Se avanzi a 10 nodi in aria completamente ferma, percepisci 10 nodi di vento provenienti da prora. Se il vento reale è lateralmente, il vento apparente risulta sempre spostato verso prora rispetto a quello reale.
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305
Codice 1.7.7-21
Lo scarroccio influisce:
-
a
solo sulle unità a motore.
-
b
solo sulle unità a vela.
-
c
su tutte le unità. (risposta esatta)
Risposta esatta: c, su tutte le unità.
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio influisce su tutte le unità, a vela e a motore, perché è l'effetto del vento sull'opera morta (superficie dello scafo fuori dall'acqua). Le barche a vela lo subiscono particolarmente per via della randa e del fiocco che fanno da enorme superficie esposta, ma anche i motoryacht alti con poca chiglia scarrocciano parecchio. Nessuna unità è del tutto immune al fenomeno.
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306
Codice 1.7.7-22
Vento 180 gradi e corrente 180 gradi; cosa significa?
-
a
il vento soffia verso sud (Tramontana), la corrente, al contrario, va verso nord.
-
b
il vento soffia verso nord (Ostro), la corrente, al contrario, va verso sud. (risposta esatta)
-
c
che entrambi provengono da nord e vanno verso sud.
Risposta esatta: b, il vento soffia verso nord (Ostro), la corrente, al contrario, va verso sud.
Perché, spiegato dal Capitano
In navigazione vige una convenzione fondamentale: il vento si indica sempre con la direzione di provenienza, la corrente sempre con la direzione verso cui si dirige. Quindi vento 180° significa vento da sud (Ostro, che soffia verso nord), mentre corrente 180° significa corrente che scorre verso sud. Non confondere mai: per il vento è da dove viene, per la corrente è dove va.
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307
Codice 1.7.7-23
Lo scarroccio:
-
a
con lo stesso vento, la velocità di scarroccio è uguale per tutte le navi anche se diverse tra loro.
-
b
quanto minore è l'opera viva tanto minore sarà la superficie esposta al vento.
-
c
dipende dall'intensità del vento, dalla velocità dell'unità, dalla superficie esposta al vento e dal tipo di carena. (risposta esatta)
Risposta esatta: c, dipende dall'intensità del vento, dalla velocità dell'unità, dalla superficie esposta al vento e dal tipo di carena.
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio dipende da quattro fattori principali: intensità del vento, velocità dell'unità, superficie esposta al vento (opera morta) e forma della carena. A parità di vento, due barche diverse scarrocciano in modo diverso. Più la carena è profonda (chiglia, deriva) e meno scarrocci; più l'opera morta è alta e più il vento ti spinge lateralmente. Fenomeno complesso ma prevedibile.
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308
Codice 1.7.7-24
Tra i possibili moti sull’acqua che la nave può compiere o subire, si può affermare che:
-
a
la deriva è il movimento dovuto alla presenza di correnti. (risposta esatta)
-
b
la velocità di deriva dipende dalla forma della carena.
-
c
lo scarroccio è il movimento dovuto al sistema di governo.
Risposta esatta: a, la deriva è il movimento dovuto alla presenza di correnti.
Perché, spiegato dal Capitano
La deriva è il movimento laterale causato dalla corrente marina che trascina tutto lo scafo insieme alla massa d'acqua. Non dipende dalla forma della carena: la corrente muove l'intera colonna d'acqua in cui galleggi. Lo scarroccio invece è dovuto al vento che agisce sull'opera morta, non al sistema di governo della nave. Distingui sempre bene le due cause fisiche del fenomeno.
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309
Codice 1.7.7-25
La deriva è:
-
a
l’effetto perturbatore prodotto dalla corrente marina sul moto dell’unità. (risposta esatta)
-
b
la somma degli effetti prodotti dal vento sul moto dell'unità.
-
c
l’effetto perturbatore prodotto dal vento sull'opera morta dell'unità.
Risposta esatta: a, l’effetto perturbatore prodotto dalla corrente marina sul moto dell’unità.
Perché, spiegato dal Capitano
La deriva è l'effetto perturbatore prodotto dalla corrente marina sul moto dell'unità: trascina lateralmente tutto lo scafo, deviando la rotta rispetto alla prora tenuta. Non confonderla mai con lo scarroccio, che è invece l'effetto del vento sull'opera morta. Entrambi i fenomeni vanno sommati vettorialmente alla prora per ottenere la rotta effettiva sul fondo: è il carteggio in pratica.
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310
Codice 1.7.7-26
Lo scarroccio è dovuto:
-
a
all'azione del vento. (risposta esatta)
-
b
all'azione combinata di vento e corrente.
-
c
all'effetto della corrente.
Risposta esatta: a, all'azione del vento.
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio è dovuto esclusivamente all'azione del vento sull'opera morta (parte dello scafo fuori dall'acqua). Non c'entra assolutamente la corrente, che produce invece la deriva. Memorizza questa coppia di regole: vento = scarroccio, corrente = deriva. Sono due effetti fisicamente distinti che si sommano vettorialmente per produrre la differenza tra prora tenuta e rotta effettiva sul fondo.
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311
Codice 1.7.7-27
La deriva è dovuta:
-
a
all'azione combinata di vento e corrente.
-
b
all'effetto della corrente. (risposta esatta)
-
c
all'azione del vento.
Risposta esatta: b, all'effetto della corrente.
Perché, spiegato dal Capitano
La deriva è dovuta esclusivamente all'effetto della corrente marina, che trascina lateralmente tutto lo scafo immerso. Non dipende dal vento, che produce invece lo scarroccio sull'opera morta. Regola fissa da memorizzare: corrente = deriva, vento = scarroccio. Entrambi i fenomeni causano una differenza tra la prora tenuta al timone e la rotta effettiva seguita sul fondo marino.
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312
Codice 1.7.7-28
Con vento, di poppa, la cui direzione coincide con la direzione del moto della nave:
-
a
si ha un effetto sulla velocità della nave ma non sulla direzione del suo percorso. (risposta esatta)
-
b
si ha un effetto sulla velocità della nave ed anche sulla direzione del suo percorso.
-
c
si ha un effetto non sulla velocità della nave ma sulla direzione del suo percorso.
Risposta esatta: a, si ha un effetto sulla velocità della nave ma non sulla direzione del suo percorso.
Perché, spiegato dal Capitano
Con vento di poppa perfettamente allineato alla rotta della nave, il vento agisce solo sulla velocità (la aumenta se favorevole, la riduce se di prora) ma non devia il percorso: la componente laterale è nulla, quindi niente scarroccio. Solo venti al traverso o con componente trasversale generano scarroccio significativo. Poppa pura: cambia la velocità, non la direzione del moto.
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313
Codice 1.7.7-29
Siamo in navigazione con rotta Nord in presenza di un vento e corrente entrambi 180; succede che:
-
a
il moto della nave è agevolato dalla deriva mentre è contrastato dallo scarroccio.
-
b
il moto della nave è agevolato dallo scarroccio mentre è contrastato dalla deriva. (risposta esatta)
-
c
il moto della nave è agevolato dalla deriva e dallo scarroccio.
Risposta esatta: b, il moto della nave è agevolato dallo scarroccio mentre è contrastato dalla deriva.
Perché, spiegato dal Capitano
Con rotta nord (000°) e vento/corrente entrambi da 180°, il vento viene da sud e spinge la nave verso nord: lo scarroccio agevola il moto. La corrente invece va verso sud (convenzione: direzione di destinazione), quindi la deriva contrasta il moto. Regola chiave sempre valida: vento si indica da dove viene, corrente si indica verso dove va. Convenzioni opposte.
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314
Codice 1.7.7-30
L’angolo di rotta vera e l’angolo di prora vera possono coincidere in presenza di deriva e/o scarroccio?
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a
si, sempre.
-
b
no, mai.
-
c
si, ma solo se provengono esattamente da prora o da poppa. (risposta esatta)
Risposta esatta: c, si, ma solo se provengono esattamente da prora o da poppa.
Perché, spiegato dal Capitano
Rotta vera e prora vera coincidono solo quando vento e corrente provengono esattamente da prora o da poppa (perfettamente allineati alla rotta): in quei casi non esiste componente laterale, quindi né scarroccio né deriva deviano la traiettoria. In tutti gli altri casi, con vento o corrente da qualsiasi direzione trasversale, prora e rotta differiscono sempre per effetto combinato di scarroccio e deriva.
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