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Pagine Azzurre: il portolano dei mari d'Italia (e come usarlo)
Navigazione e Sicurezza

Pagine Azzurre: il portolano dei mari d'Italia (e come usarlo)

22 Giu 2026 8 min di lettura

Prima di mollare gli ormeggi per le Eolie, la prima cosa che apro non è un'app: sono le Pagine Azzurre, un libro azzurro spesso un dito. Mi dicono quanti metri d'acqua troverò sotto la chiglia all'ingresso di Lipari, dove sta la banchina del rifornimento e a chi telefonare se mi serve un posto barca.

Qui ti spiego cosa sono davvero le Pagine Azzurre, cosa ci trovi dentro, come si legge una scheda porto e come usarle per preparare una rotta senza brutte sorprese.

Cosa sono le Pagine Azzurre

Le Pagine Azzurre sono il portolano dei mari d'Italia: una raccolta di schede porto per porto che descrive la costa, i fondali e i servizi. Esistono dal 1984 e l'edizione cartacea si aggiorna ogni anno, in edicola dalla primavera.

Un portolano non è una carta nautica e non è una guida turistica. È la via di mezzo che serve a chi naviga davvero: dove entrare, quanta acqua hai, dove ti puoi ormeggiare e cosa trovi a terra. La carta ti dà la geografia, il portolano ti dà i dettagli operativi di ogni scalo.

Cosa trovi dentro

Il volume raccoglie le schede di circa 800 porti e approdi, ognuna con la sua planimetria. Per ogni scalo trovi:

  • la descrizione della costa e degli ingressi, con i fondali;
  • fari e fanali, segnalamenti e luci di accesso;
  • i servizi nautici (cantieri, rifornimento, acqua, corrente, travel lift);
  • i servizi a terra utili al diportista.

Oltre alle schede ci sono decine di tavole cartografiche in formato A4 ricavate dalla documentazione ufficiale dell'Istituto Idrografico della Marina, più sezioni dedicate al meteo e ai segnali del tempo, alla sicurezza, alle normative, alle aree marine protette, ai venti e alle luci di navigazione.

La copertura va da Liguria fino al Friuli Venezia Giulia e include i tratti di costa confinanti che un diportista incrocia spesso: Costa Azzurra, Corsica, Slovenia e Croazia. La Sicilia c'è tutta, dalle Egadi alle Eolie fino a Marina di Ragusa e Portorosa.

Come leggo una scheda porto: il metodo

Una scheda è densa, e letta senza metodo confonde. Il giro che faccio io, sempre nello stesso ordine, è questo:

  1. Prima la planimetria. Mi oriento: dove sta l'ingresso, come è esposto rispetto ai venti, dove sono i pontili del transito.
  2. Poi i fondali. Quelli all'ingresso e quelli in banchina, confrontati con il mio pescaggio più un margine onesto. Se i numeri ballano, telefono prima.
  3. I pericoli segnalati. Secche, scogli affioranti, allineamenti da rispettare in ingresso: sono due righe che valgono l'intera scheda.
  4. I contatti. Il numero del marina e dell'ormeggiatore li salvo in rubrica prima di partire, perché in mare il telefono prende quando vuole lui.
  5. I servizi, per ultimi. Gasolio, acqua, corrente, cantiere: comodi da sapere, ma vengono dopo la sicurezza dell'ingresso.

Dieci minuti a scheda, a tavolino, con calma. È tempo che poi in mare non devi più trovare.

La stessa lingua delle carte nautiche

Planimetrie e tavole delle Pagine Azzurre parlano la lingua della cartografia ufficiale: fondali in metri, fari e fanali con le loro sigle, la simbologia standard. È lo stesso linguaggio che usi quando impari a leggere una carta nautica, e il catalogo completo dei simboli sta nella pubblicazione IIM 1111 "Simboli e Abbreviazioni".

Un'ora spesa a ripassare le sigle dei fanali e i simboli dei fondali trasforma la scheda da disegno a strumento: senza quella base leggi solo i numeri di telefono.

Cartaceo o app: cosa conviene

Da qualche anno le Pagine Azzurre vivono anche online, sul sito ufficiale pagineazzurre.com, e in un'app per telefono e tablet. L'app mostra le mappe dei porti, integra la posizione con le mappe stradali, geolocalizza i servizi e affianca i dati meteo. Comoda quando sei già in banchina e cerchi il distributore più vicino.

Resto onesto sul limite, perché in mare i limiti contano più dei vantaggi:

CartaceoApp / online
Aggiornamentouna volta l'annocontinuo
Funziona senza segnalesempredipende dalla copertura
Funziona senza batteriasempreno
Ingombroun libro in cuccettanessuno

La carta invecchia di dodici mesi appena la compri, ma non si spegne mai. L'app è sempre fresca, ma vale quanto la carica del telefono e una tacca di segnale. Per questo io tengo entrambe: l'app per la rapidità in porto, il cartaceo come rete di sicurezza. È la stessa logica per cui non mi fido solo dello schermo quando confronto le migliori app per navigare.

Come la uso per preparare una rotta

Il portolano lavora prima di partire, non durante. Ecco il giro che faccio io quando preparo una tratta, per esempio salpando per navigare in Sicilia:

  1. Leggo la scheda del porto di partenza e di quello d'arrivo: ingressi, fondali, eventuali secche segnalate.
  2. Segno i porti rifugio lungo la rotta, quelli dove posso infilarmi se il vento gira.
  3. Controllo i servizi: dove c'è gasolio, dove c'è acqua, a che numero si chiama l'ormeggiatore.
  4. Verifico se attraverso un'area marina protetta, perché lì cambiano regole di ancoraggio e velocità.

Il prezzo e l'editore dell'edizione in corso cambiano di anno in anno: per quelli controlla direttamente il sito ufficiale prima di comprarla, così eviti di portarti a bordo un'edizione vecchia.

Esempio pratico: Milazzo-Eolie sul portolano

La tratta più battuta da chi parte dalla costa tirrenica siciliana: Milazzo-Vulcano, circa 12 miglia. La sera prima la preparo così:

  1. Scheda di Milazzo: ripasso l'uscita dal porto e i servizi che mi servono prima di mollare, a partire dal rifornimento.
  2. Schede di Vulcano e Lipari: fondali degli approdi, numeri degli ormeggiatori, dove conviene chiedere il posto in stagione.
  3. Il piano B: se il tempo gira a metà tratta, l'alternativa è il rientro su Milazzo o lo scarto su Portorosa. Leggo anche quelle schede, prima, perché il porto rifugio si studia a tavolino e non con il vento a 25 nodi.
  4. Le regole locali: alle isole il fondale è spesso posidonia, e lì l'ancoraggio ha limiti precisi: prima di dare fondo in una cala leggi dove si può ancorare sulla posidonia.
  5. Solo alla fine apro carta e app per tracciare la rotta vera e propria: il portolano mi ha dato il contesto, la rotta si traccia sulla carta.

L'itinerario completo, isola per isola, ce l'hai nella guida alle Isole Eolie in barca.

Tenerlo aggiornato (e non fidarsi mai del tutto)

L'edizione cartacea invecchia di un anno per definizione. Tre abitudini la tengono viva:

  • Annota a matita. Quando un ormeggiatore ti dà un fondale diverso o un numero nuovo, scrivilo sulla scheda con la data: il tuo portolano diventa più preciso di quello in edicola.
  • Segui gli Avvisi ai Naviganti. L'Istituto Idrografico li pubblica ogni settimana e correggono carte e pubblicazioni; gli avvisi urgenti viaggiano anche via radio sul canale 16.
  • Telefona prima di entrare. Dopo una mareggiata un ingresso può insabbiarsi: nessuna edizione, cartacea o digitale, batte una telefonata all'ormeggiatore il giorno stesso.

Gli errori da non fare con il portolano

  • Usarlo come carta nautica: la scheda ti presenta il porto, non sostituisce la carta per navigarci intorno.
  • Prendere i fondali per oro colato: sedimenti, mareggiate e lavori li cambiano. Il margine sul pescaggio non è pessimismo, è mestiere.
  • Portare a bordo l'edizione di tre anni fa: nel frattempo possono essere cambiati gestori, pontili e numeri di telefono.
  • Leggere solo la scheda d'arrivo: i porti rifugio a metà strada si studiano prima di partire.
  • Contare sull'app senza rete: salva o stampa quello che ti serve finché sei in banchina.

Nota Personale

Ti confesso una cosa. Per anni ho pensato che il portolano fosse roba da vecchi lupi di mare, un peso morto accanto al chartplotter. Ho cambiato idea una sera alle Eolie, con il telefono al 4% e il vento che rinforzava: l'unica cosa che mi diceva dove infilarmi era quella scheda stampata. Non so dirti se a te servirà mai in quel modo, e spero di no. Ma da allora il libro azzurro parte con me, sempre, anche quando sono sicuro che non lo aprirò.

Domande Frequenti

Le Pagine Azzurre sostituiscono le carte nautiche?

No. Le carte nautiche restano lo strumento di navigazione; le Pagine Azzurre le completano con i dettagli di porti, approdi e servizi. Si usano insieme, non una al posto dell'altra.

Ogni quanto escono le Pagine Azzurre?

L'edizione cartacea si aggiorna una volta l'anno e arriva in edicola in primavera. La versione online e l'app si aggiornano in modo continuo durante la stagione.

Coprono anche la Sicilia e le isole minori?

Sì. La copertura comprende tutte le coste italiane, Sicilia inclusa, con le Egadi, le Eolie e gli approdi minori, più i tratti confinanti come Corsica e Croazia.

Meglio il cartaceo o l'app?

Dipende da come navighi. L'app è più rapida e sempre aggiornata, il cartaceo funziona senza batteria e senza segnale. La scelta più sicura è tenerli entrambi a bordo.

Posso fidarmi dei fondali indicati nelle schede?

Come punto di partenza sì, come verità assoluta no: sedimenti, mareggiate e lavori li cambiano nel tempo. Tieni sempre un margine sul tuo pescaggio e, se il numero è al limite, telefona all'ormeggiatore prima di entrare.

Le Pagine Azzurre servono anche se noleggio?

Sì, forse di più: su una barca che non conosci, sapere fondali, ingressi e numeri utili degli scali vale doppio. Se stai organizzando la vacanza, abbinale alla guida al noleggio barche in Sicilia.

Il portolano dice dove posso ancorare?

Ti dà porti, approdi e indicazioni sugli scali, ma per l'ancoraggio in rada servono la carta, gli occhi e le regole locali: su molti fondali del Mediterraneo c'è la posidonia, e lì valgono limiti precisi.

Se prepari una rotta questa estate, parti dal portolano e poi affina i dettagli sulla carta. E se vuoi un promemoria stagionale degli aggiornamenti utili al diporto, iscriviti alla newsletter: ti scrivo solo quando ho qualcosa di concreto da dirti. Buon vento.

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