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Patente D1 · DD n. 62/2025

Sicurezza della Navigazione: domande patente D1 con risposta (138 domande), pagina 5 di 6

Pagina 5 di 6: domande 101-125 delle 138 di D1: Sicurezza della Navigazione, con la risposta esatta e la spiegazione del Capitano.

Domande 138Peso all'esame ≈ 2-3 domande su 15Pagina 5 di 6In questa pagina 101-125

Domande 101-125

Domande 101-125

101 Codice 6.3.5-25

Il numero e il posizionamento degli estintori di una unità marcata CE:

  1. è fissato dal Codice della navigazione.
  2. è stabilito dalle ordinanze dell'Autorità marittima.
  3. è stabilito nel Manuale del proprietario. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, è stabilito nel Manuale del proprietario.

Perché, spiegato dal Capitano

Le unità marcate CE arrivano con il Manuale del proprietario, ed è lì che il costruttore indica numero e posizionamento degli estintori, calcolati sul progetto specifico della barca. Il Codice della navigazione e le ordinanze dell'Autorità marittima non entrano in questi dettagli tecnici: la marcatura CE certifica proprio che il cantiere ha già studiato la protezione antincendio. Prima di uscire, apri quel manuale e verifica che ogni estintore sia al suo posto.

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102 Codice 6.3.5-26

Per le imbarcazioni da diporto NON marcata CE (immesse sul mercato prima del 17 giugno 1998) il numero e il posizionamento degli estintori è stabilito dal Regolamento di attuazione al Codice della nautica secondo la potenza del motore?

  1. no, non è stabilito.
  2. si, e prevede un minimo di 1 estintore al posto di guida e 1 estintore in ciascuno degli altri locali. (risposta esatta)
  3. no, è stabilito dalle ordinanze dell'Autorità marittima, con il minimo di 1 estintore.

Risposta esatta: b, si, e prevede un minimo di 1 estintore al posto di guida e 1 estintore in ciascuno degli altri locali.

Perché, spiegato dal Capitano

Per le unità NON marcate CE, quelle immesse sul mercato prima del 17 giugno 1998, è il Regolamento di attuazione al Codice della nautica a stabilire gli estintori in base alla potenza del motore. Il minimo è chiaro: un estintore al posto di guida e uno in ciascuno degli altri locali. Così, ovunque scoppi un principio d'incendio, hai sempre un mezzo di spegnimento a portata di mano.

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103 Codice 6.3.5-27

Durante la manovra a motore di recupero di uomo a mare, come deve essere effettuato l'avvicinamento finale verso il naufrago?

  1. a velocità costante.
  2. rapidamente, riducendo la velocità con l'elica a marcia indietro quando giunti in prossimità del naufrago, possibilmente sgasando.
  3. con prudenza, dopo aver smaltito la velocità iniziale. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, con prudenza, dopo aver smaltito la velocità iniziale.

Perché, spiegato dal Capitano

L'avvicinamento finale al naufrago si fa con prudenza, dopo aver smaltito la velocità iniziale: arrivi lento, controllato, pronto a fermarti. Arrivare rapidi e sgasare in retromarcia vicino a una persona in acqua significa portarle l'elica addosso, il rischio peggiore di tutta la manovra. E la velocità costante non esiste in un recupero: devi rallentare progressivamente fino quasi a fermarti accanto al naufrago.

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104 Codice 6.3.5-28

Quali tra queste azioni è la più opportuna da compiere in caso di uomo in mare?

  1. arrestare immediatamente i motori dell'unità navale ingranando la marcia indietro.
  2. aumentare al massimo la velocità con il timone alla banda per compiere un'evoluzione di 360° per fini perlustrativi.
  3. lanciare il salvagente anulare presente a bordo in direzione del naufrago. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, lanciare il salvagente anulare presente a bordo in direzione del naufrago.

Perché, spiegato dal Capitano

La prima azione utile è lanciare il salvagente anulare verso il naufrago: gli dai subito galleggiamento e un riferimento visibile in acqua. Arrestare i motori ingranando la retromarcia è un errore grave, perché l'elica in moto vicino a una persona in acqua è il pericolo numero uno. E l'evoluzione a tutta velocità per perlustrare è pura confusione: prima galleggiamento e contatto visivo, poi la manovra di recupero.

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105 Codice 6.3.5-29

Figura ufficiale della domanda: Un uomo cade in mare di prora lato dritto, da una imbarcazione che procede a motore, quale delle tre manovre in figura a fianco è corretta?
Figura ufficiale allegata alla domanda 6.3.5-29

Un uomo cade in mare di prora lato dritto, da una imbarcazione che procede a motore, quale delle tre manovre in figura a fianco è corretta?

  1. la manovra in figura A.
  2. la manovra in figura B. (risposta esatta)
  3. la manovra in figura C.

Risposta esatta: b, la manovra in figura B.

Perché, spiegato dal Capitano

L'uomo è caduto di prora sul lato dritto, quindi accosti subito a dritta, dallo stesso lato della caduta: è la manovra della figura B. Portando la prua verso il naufrago, la poppa e soprattutto l'elica ruotano dal lato opposto e si allontanano da lui. Accostare a sinistra o proseguire dritti significherebbe fargli passare accanto la poppa con l'elica in moto, esattamente ciò che devi evitare.

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106 Codice 6.3.5-30

Al grido ”uomo in mare a ... (sinistra o a dritta)”:

  1. si accosta rapidamente dallo stesso lato dell’uomo in mare. (risposta esatta)
  2. si accosta rapidamente dal lato opposto dell’uomo in mare.
  3. si accelera per recuperare rapidamente l'uomo a mare, accostando indifferentemente a dritta oppure a sinistra.

Risposta esatta: a, si accosta rapidamente dallo stesso lato dell’uomo in mare.

Perché, spiegato dal Capitano

Al grido di uomo in mare si accosta subito dallo stesso lato della caduta: se è caduto a dritta, timone a dritta. La ragione è l'elica: portando la prua verso il naufrago, la poppa scarta dal lato opposto e le pale si allontanano da lui. Accostare dal lato opposto o accelerare alla cieca produce l'effetto contrario, avvicinando la parte più pericolosa della barca a chi è in acqua.

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107 Codice 6.3.5-31

Quale tra queste precauzioni è la più opportuna adottare in caso di uomo in mare?

  1. dare fondo all'ancora.
  2. mantenere un costante controllo visivo del naufrago. (risposta esatta)
  3. collocare tutti i parabordi lungo l'opera morta.

Risposta esatta: b, mantenere un costante controllo visivo del naufrago.

Perché, spiegato dal Capitano

La precauzione fondamentale è il controllo visivo costante del naufrago: in mare una testa tra le onde sparisce in pochi secondi, e ritrovarla può diventare impossibile. Per questo si incarica una persona di indicarlo a braccio teso senza mai staccargli gli occhi di dosso. Dare fondo all'ancora ti immobilizza lontano da lui, e i parabordi sull'opera morta non servono a nulla in questa fase: prima lo trovi, poi lo recuperi.

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108 Codice 6.3.5-32

Qual è il motivo per cui in caso di uomo a mare si accosta tempestivamente dallo stesso lato dal quale è caduto il naufrago?

  1. per allontanare subito le eliche dell'unità quanto più possibile dal naufrago. (risposta esatta)
  2. per orientare l'unità controvento.
  3. per offrire al naufrago il ridosso dagli agenti meteomarini.

Risposta esatta: a, per allontanare subito le eliche dell'unità quanto più possibile dal naufrago.

Perché, spiegato dal Capitano

Si accosta subito dallo stesso lato della caduta per un motivo preciso: allontanare le eliche dal naufrago. Quando metti il timone a dritta, la prua va a dritta ma la poppa scarta a sinistra, portando le pale in moto lontano da chi è in acqua. L'orientamento controvento e il ridosso dagli agenti meteomarini sono considerazioni per fasi successive: nei primi secondi conta solo evitare che l'elica lo raggiunga.

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109 Codice 6.3.5-33

Qual è il motivo per cui è opportuno mantenere il controllo visivo del naufrago subito dopo la sua caduta in mare?

  1. confortare il naufrago rassicurandolo circa l'intendimento dell'unità navale di trarlo in salvo.
  2. per determinare la lunghezza di cima necessaria per lanciare il salvagente individuale.
  3. agevolare le operazioni di recupero del naufrago durante la manovra evolutiva effettuata dall'unità, scongiurando il rischio che lo stesso possa disperdersi. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, agevolare le operazioni di recupero del naufrago durante la manovra evolutiva effettuata dall'unità, scongiurando il rischio che lo stesso possa disperdersi.

Perché, spiegato dal Capitano

Il controllo visivo serve ad agevolare il recupero durante la manovra evolutiva, scongiurando il rischio che il naufrago si disperda. Una testa tra le onde si perde di vista in un attimo, soprattutto con mare formato o poca luce: per questo si incarica una vedetta che lo indichi col braccio senza mai distogliere lo sguardo. Confortarlo a voce o calcolare cime sono dettagli: se lo perdi di vista, non c'è più nessuno da recuperare.

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110 Codice 6.3.5-34

Quale tra queste azioni è la più opportuna intraprendere durante le fasi di recupero di un uomo caduto in mare da un'unità navale?

  1. dare fondo all'ancora per mantenere fissa la posizione dell'unità navale durante le operazioni di recupero.
  2. filare a mare l'ancora galleggiante in modo da mantenere la prua al vento durante le operazioni di recupero.
  3. lanciare in mare il salvagente anulare quanto più possibile nelle vicinanze del naufrago per agevolarne il recupero. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, lanciare in mare il salvagente anulare quanto più possibile nelle vicinanze del naufrago per agevolarne il recupero.

Perché, spiegato dal Capitano

Durante il recupero la mossa giusta è lanciare il salvagente anulare quanto più vicino possibile al naufrago: gli dai galleggiamento immediato e un riferimento ben visibile per completare la manovra. Dare fondo all'ancora è controproducente, ti inchioda in una posizione che potrebbe essere sbagliata mentre il naufrago scarroccia. E l'ancora galleggiante serve alla cappa in cattivo tempo, non a un recupero che richiede una barca manovrabile.

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111 Codice 6.3.5-35

Nel caso in cui un membro dell'equipaggio cada in mare dal lato dritto dell'unità:

  1. occorre accostare immediatamente a sinistra mantenendo un adeguato servizio di vedetta sul medesimo lato al fine di prevenire eventuali collisioni con altre unità navali o ostacoli posti nelle immediate vicinanze.
  2. si deve mettere immediatamente a folle il motore e successivamente ingranarlo a marcia indietro al fine di allontanarsi il meno possibile dal naufrago.
  3. occorre accostare immediatamente il timone a dritta mantenendo il costante controllo visivo del naufrago. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, occorre accostare immediatamente il timone a dritta mantenendo il costante controllo visivo del naufrago.

Perché, spiegato dal Capitano

Caduta dal lato dritto, timone subito a dritta mantenendo il controllo visivo del naufrago: accostando dallo stesso lato, la poppa con l'elica scarta a sinistra e si allontana da lui. Accostare a sinistra fa l'esatto contrario, gli porta le pale addosso. E la retromarcia immediata è la manovra più pericolosa di tutte: eliche in moto inverso vicino a una persona in acqua, con la barca che perde governabilità.

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112 Codice 6.3.5-36

In caso di sinistro e conseguente abbandono dell'unità il comandante:

  1. spegne il motore.
  2. fa indossare a ciascuna persona a bordo il giubbotto di salvataggio. (risposta esatta)
  3. prepara le bandiere di segnalamento.

Risposta esatta: b, fa indossare a ciascuna persona a bordo il giubbotto di salvataggio.

Perché, spiegato dal Capitano

Prima di abbandonare l'unità, il comandante fa indossare a ogni persona a bordo il giubbotto di salvataggio: è la priorità assoluta, perché in acqua conta solo galleggiare. Spegnere il motore può rientrare nelle operazioni, ma non è l'obbligo che la norma mette al centro; le bandiere di segnalamento poi non salvano nessuno. Persone equipaggiate prima, tutto il resto dopo: ogni giubbotto indossato è una vita protetta.

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113 Codice 6.3.5-37

Cosa si intende per soccorso marittimo?

  1. le attività tese a prendere a rimorchio un'unità in avaria.
  2. tutte le attività finalizzate alla ricerca ed al salvataggio della vita umana in mare. (risposta esatta)
  3. l'evacuazione medica a bordo di un'unità.

Risposta esatta: b, tutte le attività finalizzate alla ricerca ed al salvataggio della vita umana in mare.

Perché, spiegato dal Capitano

Il soccorso marittimo comprende tutte le attività finalizzate alla ricerca e al salvataggio della vita umana in mare: dalla localizzazione del naufrago al suo recupero. Il rimorchio di un'unità in avaria è assistenza ai beni, cosa diversa: lì si salva la barca, non necessariamente le persone. E l'evacuazione medica è solo uno dei possibili interventi, non la definizione. La parola chiave è vita umana: quella viene prima di tutto.

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114 Codice 6.3.5-38

Qual è l'organismo nazionale che assicura il coordinamento generale dei servizi di soccorso marittimo?

  1. il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. (risposta esatta)
  2. il Dipartimento della Protezione Civile.
  3. la stazione radio costiera.

Risposta esatta: a, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Perché, spiegato dal Capitano

Il coordinamento generale del soccorso marittimo nazionale spetta al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, che opera come centro nazionale di coordinamento (IMRCC) a Roma. La Protezione Civile interviene nelle calamità sul territorio, non dirige il soccorso in mare. E la stazione radio costiera è un anello della catena: riceve e smista le chiamate, ma il coordinamento delle operazioni resta alle Capitanerie.

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115 Codice 6.3.5-39

In quali condizioni è obbligatorio per un comandante di un'unità da diporto prestare assistenza ad un'altra unità in pericolo?

  1. quando la distanza tra le due unità non è superiore alle 12 miglia nautiche e quando non sussiste il rischio per l'unità soccorritrice e delle persone ivi imbarcate.
  2. quando a bordo dell'unita in difficoltà vi sono persone in pericolo di vita e quando non sussiste il rischio per l'unità soccorritrice e delle persone ivi imbarcate. (risposta esatta)
  3. quando la distanza tra le due unità non è superiore alle 6 miglia nautiche e quando non sussiste il rischio per l'unità soccorritrice e delle persone ivi imbarcate.

Risposta esatta: b, quando a bordo dell'unita in difficoltà vi sono persone in pericolo di vita e quando non sussiste il rischio per l'unità soccorritrice e delle persone ivi imbarcate.

Perché, spiegato dal Capitano

L'obbligo scatta quando a bordo dell'unità in difficoltà ci sono persone in pericolo di vita e il soccorso non mette a rischio la tua unità e chi ci sta sopra. Il criterio è la vita umana, non la distanza: le 6 o le 12 miglia sono numeri messi lì per confonderti. Se puoi intervenire senza compromettere la sicurezza dei tuoi, devi farlo: è un obbligo giuridico prima ancora che una legge del mare.

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116 Codice 6.3.5-40

Ai sensi del Codice della Navigazione, quale tra queste affermazioni è la più corretta per quanto concerne "l'abbandono nave"?

  1. il comandante dell'unità ordina "l'abbandono" della stessa solo dopo aver accertato di persona che tutti i mezzi suggeriti dall'arte nautica non sono in grado di salvarla. (risposta esatta)
  2. il comandante dell'unità ordina "l'abbandono" della stessa solo dopo aver verificato di persona che oltre alla presenza di infiltrazioni nello scafo si sia verificata la contemporanea avaria degli organi propulsivi.
  3. il comandante ordina "l'abbandono" della stessa solo dopo aver verificato di persona il mancato funzionamento di tutti gli apparati di navigazione.

Risposta esatta: a, il comandante dell'unità ordina "l'abbandono" della stessa solo dopo aver accertato di persona che tutti i mezzi suggeriti dall'arte nautica non sono in grado di salvarla.

Perché, spiegato dal Capitano

L'abbandono nave è l'ultima carta: il comandante lo ordina solo dopo aver accertato di persona che tutti i mezzi suggeriti dall'arte nautica non bastano a salvare l'unità. Non serve la contemporanea avaria del motore, né il guasto degli apparati di navigazione: quelle sono condizioni inventate dai distrattori. La barca, finché galleggia, è la tua migliore zattera: la lasci solo quando hai esaurito ogni tentativo di salvarla.

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117 Codice 6.3.5-41

In caso di urto tra due o più unità navali, i Comandanti delle stesse sono obbligati a fornire alle altre unità navali coinvolte le notizie per identificare la propria?

  1. no.
  2. si, nei limiti del possibile. (risposta esatta)
  3. solo previo accordo tra i Comandanti delle unità navali coinvolte.

Risposta esatta: b, si, nei limiti del possibile.

Perché, spiegato dal Capitano

Dopo un urto tra unità, i comandanti sono obbligati a fornire alle altre unità coinvolte le notizie per identificare la propria, nei limiti del possibile. Non è una cortesia da concordare tra le parti: è un dovere previsto dal Codice della navigazione, come lo scambio di dati dopo un tamponamento in strada. Il limite del possibile copre i casi estremi, quando le condizioni del mare o dell'unità impediscono materialmente lo scambio.

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118 Codice 6.3.5-42

Quale accorgimento deve adottare il comandante dell'unità da diporto prima di ordinare l'abbandono della stessa?

  1. accertarsi che tutte le persone imbarcate indossino le cinture di salvataggio e che l'eventuale mezzo collettivo di salvataggio (zattera) sia equipaggiato con le previste dotazioni di sicurezza. (risposta esatta)
  2. accertarsi che i serbatoi di carburante siano stati svuotati.
  3. accertarsi che sia stata intercettata la linea di alimentazione elettrica.

Risposta esatta: a, accertarsi che tutte le persone imbarcate indossino le cinture di salvataggio e che l'eventuale mezzo collettivo di salvataggio (zattera) sia equipaggiato con le previste dotazioni di sicurezza.

Perché, spiegato dal Capitano

Prima di ordinare l'abbandono, il comandante si accerta che tutti indossino le cinture di salvataggio e che la zattera sia equipaggiata con le previste dotazioni di sicurezza: persone protette e mezzo collettivo pronto. Svuotare i serbatoi o staccare la linea elettrica sono operazioni che possono avere senso in altri contesti, ma non sono la priorità quando la barca sta per essere lasciata: contano la galleggiabilità delle persone e l'affidabilità della zattera.

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119 Codice 6.3.6-1

Quale effetto si genera in navigazione abbassando il piede (trim negativo), in un'unità spinta da un motore fuoribordo?

  1. l'inclinazione della prua verso il basso per attutire gli impatti sulle onde con il mare formato. (risposta esatta)
  2. si migliora il rendimento del circuito di raffreddamento.
  3. si riduce la possibilità che l'imbarcazione possa ingavonarsi.

Risposta esatta: a, l'inclinazione della prua verso il basso per attutire gli impatti sulle onde con il mare formato.

Perché, spiegato dal Capitano

Il trim negativo, cioè il piede abbassato, inclina la prua verso il basso: la barca tiene l'acqua di prua e attutisce gli impatti sulle onde con mare formato. È la regolazione da usare quando prendi il mare in faccia e la prua tende a sbattere. Niente a che vedere col raffreddamento del motore, e sull'ingavonamento ottieni semmai l'effetto opposto: con la prua bassa dentro l'onda ci vai più facilmente, non meno.

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120 Codice 6.3.6-2

Quali possono essere i principali accorgimenti che un'unità navale da diporto dovrà adottare qualora interessata da un brusco peggioramento delle condizioni meteo-marine?

  1. trasferire quanto più possibile il peso a prua.
  2. chiudere immediatamente la presa a mare del raffreddamento motore ed intercettare la linea di alimentazione.
  3. rizzare (fissare) tutti gli oggetti di bordo, chiudere accuratamente oblò e osterigi, istruire le persone imbarcate in merito al corretto uso dei mezzi collettivi e individuali di salvataggio. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, rizzare (fissare) tutti gli oggetti di bordo, chiudere accuratamente oblò e osterigi, istruire le persone imbarcate in merito al corretto uso dei mezzi collettivi e individuali di salvataggio.

Perché, spiegato dal Capitano

Quando il tempo peggiora di colpo, prepari la barca: rizzi tutto ciò che può muoversi, chiudi con cura oblò e osterigi, istruisci le persone imbarcate sull'uso di giubbotti e zattera. È la sequenza classica del buon marinaio. Spostare i pesi a prua peggiora il comportamento sull'onda, e chiudere la presa a mare del raffreddamento ti fonde il motore proprio quando ne hai più bisogno per governare la barca.

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121 Codice 6.3.6-3

Quale accorgimento sarà opportuno adottare in caso di tempesta proveniente dalla terra ferma?

  1. appennellare l'ancora.
  2. dirigersi in sicurezza verso la costa ove il moto ondoso è più attenuato. (risposta esatta)
  3. prendere il mare solo al giardinetto.

Risposta esatta: b, dirigersi in sicurezza verso la costa ove il moto ondoso è più attenuato.

Perché, spiegato dal Capitano

Con tempesta che arriva dalla terra ferma, il vento spira da terra verso il largo: sotto costa il mare non ha spazio per formarsi e il moto ondoso resta attenuato. Dirigersi in sicurezza verso quella costa significa mettersi a ridosso, dove le onde sono più piccole. Appennellare l'ancora è una tecnica di fonda, e prendere il mare al giardinetto ti porterebbe al largo, proprio dove le onde crescono.

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122 Codice 6.3.6-4

Quale accorgimento potrà essere adottato nel caso in cui un'unità navale da diporto navighi con mare particolarmente grosso in poppa causando brusche variazioni del motore?

  1. controllare il livello di carburante nel serbatoio.
  2. aumentare la velocità.
  3. ridurre opportunamente la velocità. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, ridurre opportunamente la velocità.

Perché, spiegato dal Capitano

Con mare grosso in poppa l'elica esce periodicamente dall'acqua sulla cresta dell'onda: il motore va su di giri a vuoto e subisce quelle brusche variazioni. La soluzione è ridurre opportunamente la velocità, così la barca smette di surfare e l'elica resta immersa e lavora regolare. Aumentare la velocità peggiora tutto e rischi di infilare la prua nell'onda davanti; il livello del carburante non c'entra nulla.

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123 Codice 6.3.6-5

Navigando in presenza di nebbia fitta, quali fattori possono indicare la possibile vicinanza della costa?

  1. aumento della corrente di superficie e brusca riduzione della temperatura dell'acqua.
  2. mutamento del colore dell'acqua ed il fragore dei frangenti. (risposta esatta)
  3. forti escursioni di marea e repentino abbassamento della temperatura delle acque.

Risposta esatta: b, mutamento del colore dell'acqua ed il fragore dei frangenti.

Perché, spiegato dal Capitano

Nella nebbia fitta la costa si annuncia con segnali precisi: il colore dell'acqua cambia, perché i fondali bassi la rendono più chiara o torbida, e si sente il fragore dei frangenti sulla riva o sugli scogli. Orecchie e occhi diventano i tuoi strumenti. Correnti di superficie, escursioni di marea e temperatura dell'acqua non sono indicatori affidabili di costa vicina, tanto più in Mediterraneo dove le maree sono modeste.

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124 Codice 6.3.6-6

Navigando a motore con mare molto mosso:

  1. di poppa, sfrutto la spinta delle onde per aumentare la velocità di fuga.
  2. faccio il possibile per non prendere le onde al traverso. (risposta esatta)
  3. di prora, cerco di tagliare le onde esattamente con la prua.

Risposta esatta: b, faccio il possibile per non prendere le onde al traverso.

Perché, spiegato dal Capitano

Con mare molto mosso la regola d'oro è non prendere le onde al traverso: colpiscono la fiancata e generano un rollio violento, fino al rischio di rovesciamento. Di prua non si taglia l'onda perpendicolarmente ma leggermente al mascone, per addolcire l'impatto. E di poppa non si sfrutta la spinta per accelerare: rischi di infilare la prua nel cavo dell'onda e straorzare. La fiancata al mare, mai.

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125 Codice 6.3.6-7

Per attenuare l'impatto con l'onda formata:

  1. è necessario prendere l'onda al traverso.
  2. è necessario tagliare la cresta esattamente con la prua perpendicolare all'onda.
  3. è opportuno puntare leggermente verso la cresta, per poi allontanarsene quando la barca scende nel cavo dell’onda. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, è opportuno puntare leggermente verso la cresta, per poi allontanarsene quando la barca scende nel cavo dell’onda.

Perché, spiegato dal Capitano

Per attenuare l'impatto con l'onda formata punti leggermente verso la cresta, poi ti allontani quando la barca scende nel cavo: prendi l'onda al mascone, con un angolo che addolcisce l'urto. Tagliarla esattamente perpendicolare fa sbattere la prua e sollecita scafo ed equipaggio; prenderla al traverso è peggio ancora, perché il rollio violento può arrivare al rovesciamento. È un lavoro continuo di timone: verso l'onda in salita, via dall'onda in discesa.

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Fonte Allegato A, DD n. 62 del 18/04/2025 (patente D1) , Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le domande e le risposte sono il testo ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le spiegazioni sono redatte da Nauticalize e non fanno parte del testo ministeriale. Banca aggiornata al .

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