76
Codice 2.1.1-76
Per "strapoggia" si intende l'improvviso allontanarsi della prua dalla direzione del vento tale anche da causare una strambata.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La strapoggia è l'opposto della straorza: la prua scatta via dal vento in modo incontrollato, tipicamente in poppa o lasco, e può innescare una strambata involontaria con il boma che spazza il ponte. È pericolosa perché ti coglie impreparato e il boma vola da un lato all'altro in un istante. Attento quando navighi in fil di ruota con onda di poppa.
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77
Codice 2.1.1-77
Per "raffica" si intende una particolare tipologia di venti, di rilevante intensità, che spirano prevalentemente da levante o da ponente.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
La raffica non è un tipo di vento geografico, è un aumento temporaneo e improvviso dell'intensità del vento, indipendente dalla direzione. Può avvenire con qualsiasi vento, da qualunque quadrante. I venti che spirano da levante o da ponente hanno nomi specifici (levante, ponente) ma non sono raffiche: sono venti sostenuti e stabili.
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78
Codice 2.1.1-78
Per "scarroccio" si intende la traslazione laterale dell'unità a vela per effetto del vento esercitato sullo scafo durante la navigazione.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio è proprio la traslazione laterale sottovento dovuta alla spinta del vento sullo scafo e sulle vele. Deriva, chiglia e timone lo contrastano, ma non lo eliminano mai del tutto: una barca a vela in bolina scarroccia sempre qualche grado. Si corregge tenendo una rotta più alta al vento di quanto suggerirebbe la bussola.
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79
Codice 2.1.1-79
Un'unità a vela scuffia quando si ribalta, immergendo l'albero anche fino a 180° rispetto alla posizione iniziale.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La scuffia è proprio il ribaltamento della barca con l'albero che va in acqua, tipica dei derive e dei multiscafi. Su un deriva scuffiato l'albero si posa a 90 gradi sull'acqua e si raddrizza spingendo la deriva; se va oltre i 180 gradi è in pozzetto rovesciato, molto più difficile da recuperare. Sulle barche a chiglia zavorrata la scuffia è rarissima.
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80
Codice 2.1.1-80
Si intende per "smagrire" la vela il variare della superficie portante della stessa riducendone la sua concavità.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Smagrire la vela significa proprio ridurne la concavità (il grasso), rendendola più piatta. Si fa cazzando cunningham, tesabase, drizza, carrello della scotta. Una vela smagrita ha meno potenza ma anche meno sbandamento, quindi è ideale con vento forte. Con arietta invece si lascia la vela grassa per sfruttare la poca spinta disponibile.
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81
Codice 2.1.1-81
Si dice "stringere il vento" il condurre l'unità a vela lascando quanto più possibile le vele, allontanando la prua dalla direzione dalla quale proviene il vento.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Stringere il vento significa esattamente il contrario: cazzare le vele e portare la prua verso la direzione di provenienza del vento, cioè orzare. È quello che fai quando bolini. Lascare le vele e allontanare la prua dal vento è poggiare, non stringere. Quando stringi senti la barca sbandare di più e l'apparente salire.
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82
Codice 2.1.1-82
Si dice "poggiare" il condurre l'unità a vela lascando quanto più possibile le vele, allontanando la prua dalla direzione dalla quale proviene il vento.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Poggiare è proprio questo: lascare le vele e allontanare la prua dalla direzione del vento. È il contrario di orzare. Quando poggi da una bolina a un traverso, lasci la scotta e la barca si raddrizza, accelera e diventa più stabile. Se stai tenendo troppo sbandata la barca, una poggiata di pochi gradi la rimette subito a posto.
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83
Codice 2.1.1-83
La forza di propulsione risulta parallela all'asse longitudinale dell'unità navale a vela.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La forza di propulsione è proprio la componente parallela all'asse longitudinale della barca, quella che spinge avanti lungo la rotta. La componente perpendicolare è invece la forza di scarroccio, contrastata da deriva e chiglia. Dalla stessa spinta velica nasce una componente utile (avanzamento) e una parassita (scarroccio); l'arte sta nel massimizzare la prima.
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84
Codice 2.1.1-84
La forza di scarroccio e la forza di propulsione hanno origine dalla forza risultante generata dal vento sulla superificie velica.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Dalla spinta risultante del vento sulle vele nascono sempre due componenti: una parallela all'asse della barca (propulsione) e una perpendicolare (scarroccio). Dipendono dall'andatura e dalla regolazione: in bolina lo scarroccio è massimo, in poppa quasi nullo. Deriva e chiglia trasformano la spinta obliqua in avanzamento pulito.
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85
Codice 2.1.1-85
Si intende per "corda" della vela la linea idealmente tracciata per unire le due estremità del profilo della vela.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La corda della vela è proprio la linea retta immaginaria che unisce le due estremità del profilo (dal punto di mura al punto di scotta, o dall'inferitura alla balumina). Serve come riferimento per misurare il grasso della vela (quanto si allontana il profilo curvo dalla corda dritta). Più profonda la curva, più potente la vela.
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86
Codice 2.1.1-86
La concavità della vela assolve alla funzione di diminuire la resistenza all'avanzamento dell'unità.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
La concavità della vela non serve a diminuire la resistenza: serve a generare portanza. Come un'ala d'aereo, la vela curva crea una differenza di pressione tra i due lati e produce spinta. Più concavità significa più potenza ma anche più sbandamento, non meno resistenza. La vela piatta riduce la spinta, non la resistenza all'avanzamento.
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87
Codice 2.1.1-87
Lo spostamento del peso dell'equipaggio a bordo durante la navigazione a vela può servire a contrastare l'azione sbandante generata dal vento sulla superficie velica.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Spostare il peso dell'equipaggio sopravvento è un classico metodo per contrastare lo sbandamento in bolina, soprattutto sui derive e sulle barche piccole. Più peso sopravvento, meno la barca si corica e più spinta utile ricavi dalle vele. Sui grandi yacht la zavorra mobile fa lo stesso mestiere, ma sul tuo deriva lo fai tu con il corpo sulla falchetta.
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88
Codice 2.1.1-88
Per contrastare la tendenza poggera dell'unità a vela è utile spostare i pesi verso prua.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Spostare i pesi verso prua fa affondare leggermente la prua e alleggerisce la poppa, spostando indietro il CLR. Questo sposta il baricentro idrodinamico in modo da rendere la barca meno poggiera, cioè più equilibrata. È una regolazione di assetto tipica per correggere una tendenza al poggiare cronica, utile quando il timone scappa sottovento.
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89
Codice 2.1.1-89
Per contrastare la tendenza orziera dell'unità a vela è utile spostare i pesi verso l'albero.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Spostare i pesi verso l'albero non aiuta a correggere una tendenza orziera. Per contrastare l'orza conviene spostare i pesi verso poppa, così da alleggerire la prua e spostare il CLR in avanti, rendendo la barca più neutra. L'orza si corregge anche riducendo la randa o aumentando il fiocco, cioè spostando il CE più a proravia.
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90
Codice 2.1.1-90
E' meglio evitare un'impostazione troppo poggera di un'unità perché tale impostazione limita notevolmente l'azione del timone.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Una barca troppo poggera è pericolosa perché il timone perde efficacia: invece di reagire all'orzata, la barca scappa sottovento in raffica e in bolina non stringe. Il timoniere combatte sempre per tenere la prua, il timone resta quasi neutro senza reattività. Meglio un leggero effetto orziero, che in raffica fa orzare e alleggerire automaticamente le vele.
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91
Codice 2.1.1-91
Un'unità in navigazione a vela con andatura di bolina, se eccessivamente sbandata sottovento, subisce un aumento della velocità e una miglior performance delle vele bordate.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Una bolina eccessivamente sbandata perde velocità, non ne guadagna. Lo scafo esce dalla sua linea di carena ottimale, il timone si gira per contrastare l'orza e crea resistenza, le vele lavorano fuori angolo. La regola è: mai oltre 20-25 gradi di sbandamento in bolina. Quando sbandi troppo, smagrisci le vele o terzaroli, e la barca ripiglia.
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92
Codice 2.1.1-92
E' meglio preferire un'impostazione leggermente orziera di un'unità a vela perché tale impostazione favorisce le prestazioni e la sicurezza a bordo.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Una barca leggermente orziera è più sicura e più performante. In raffica la prua tende a puntare al vento, le vele si alleggeriscono automaticamente e la barca si raddrizza: una reazione naturale che ti protegge. In più, un filo di orza aiuta a stringere al vento in bolina. Il timone resta reattivo in mano e senti subito ogni variazione di vento.
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93
Codice 2.1.1-93
L'inclinazione verso la prua dell'albero di un'unità a vela rende la stessa tendenzialmente poggera.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Albero inclinato verso prua sposta il centro velico a proravia del CLR, e questo rende la barca poggiera: la prua tende a scappare sottovento. Per questo è una regolazione generalmente sconsigliata, perché riduce la sicurezza in raffica. Quando il timone scappa sottovento, controlla inclinazione albero e tensione paterazzo.
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94
Codice 2.1.1-94
L'inclinazione verso la poppa dell'albero di un'unità a vela rende la stessa tendenzialmente poggera.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Albero inclinato verso poppa rende la barca orziera, non poggera. Sposta il CE a poppavia del CLR e fa tirare la prua verso il vento. Questa è una regolazione frequente nei regatanti di bolina proprio perché un filo di orza aiuta a risalire al vento. Il poggero si ottiene invece con albero verticale o leggermente inclinato verso prua.
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95
Codice 2.1.1-95
Lascare la drizza e la base della randa aumenta la concavità della vela (grasso) e le fa assumere una configurazione adatta all'andatura in fil di ruota.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Lascare drizza e base della randa aumenta il grasso della vela, cioè la sua concavità, e la rende più potente. È la configurazione giusta per andature portanti come lasco e fil di ruota con vento leggero, dove serve massimizzare la spinta. In bolina con vento forte invece si cazzano drizza e tesabase per smagrire la randa e ridurre lo sbandamento.
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96
Codice 2.1.1-96
L'angolo di incidenza è quello formato tra la direzione del vento apparente e quella verso cui è orientata la vela, in pratica l'angolo con cui il profilo fende l'aria.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
L'angolo di incidenza è proprio l'angolo tra il vento apparente e la corda della vela, cioè l'angolo con cui la vela taglia l'aria. Il range ottimale è 15-20 gradi: sotto la vela sventa, sopra va in stallo. Cazzare o lascare la scotta regola proprio questo angolo. Quando i filetti sopravento e sottovento volano paralleli, hai trovato l'incidenza giusta.
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97
Codice 2.1.1-97
La spinta della randa è principalmente orziera, quella del genoa o del fiocco tendenzialmente poggiera.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La randa ha centro velico più a poppa, quindi spinge la barca a orzare; genoa e fiocco hanno CE più a proravia e spingono a poggiare. Per questo quando riduci solo la randa la barca tende a poggiare, quando riduci solo il fiocco tende a orzare. È la leva che usi per bilanciare l'assetto: giocare sul rapporto tra le due vele.
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98
Codice 2.1.1-98
Al crescere del vento si cazzano cunningham (o la drizza randa), il tesabase, la drizza genova.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Al crescere del vento si smagriscono le vele per ridurre sbandamento e sforzo. Cazzare cunningham e drizza randa tira l'inferitura e sposta il grasso in avanti; cazzare il tesabase appiattisce la parte bassa; cazzare la drizza del genoa tende l'inferitura. Tutto serve a ridurre la concavità e a rendere la vela più piatta, più veloce, meno sbandante.
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99
Codice 2.1.1-99
Al crescere del vento è utile spostare verso prua il carrello del genoa.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Al crescere del vento il carrello del genoa va spostato indietro, non in avanti. Arretrando il punto di scotta si apre la balumina e si svergola la vela in alto, scaricando la parte superiore e riducendo lo sbandamento. Spostarlo in avanti invece chiuderebbe la balumina, aumentando la spinta sbandante proprio quando vuoi ridurla.
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