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Integrazione vela · DD 131/2022

Teoria: domande integrazione vela con risposta (99 domande), pagina 2 di 4

Pagina 2 di 4: domande 26-50 delle 99 di Vela: Teoria, con la risposta esatta e la spiegazione del Capitano.

Domande 99Peso all'esame ≈ 2 domande su 5Pagina 2 di 4In questa pagina 26-50

Domande 26-50

Teoria della vela

26 Codice 2.1.1-26

Un temporaneo aumento dell'intensità del vento reale (raffica) comporta una favorevole variazione della direzione del vento apparente per assumere un migliore angolo di bolina.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Una raffica, cioè un aumento temporaneo del vento reale, sposta il vento apparente indietro (più al traverso) e permette di orzare un po' guadagnando angolo al vento. È il classico lift in bolina. Quando senti la barca caricarsi e sbandare di colpo, quello è il momento di stringere leggermente la prua al vento per sfruttare la raffica.

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27 Codice 2.1.1-27

Una temporanea attenuazione dell'intensità del vento reale comporta una favorevole variazione della direzione del vento apparente per assumere un migliore angolo di bolina.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

Un calo di vento reale sposta l'apparente in avanti, cioè più sulla prua, e ti costringe a poggiare per rimettere le vele in assetto. È l'opposto della raffica. Se l'intensità cala e tu resti alla stessa prua, la bolina si chiude e le vele fileggiano. Quando senti la barca mollare, la prima reazione è poggiare di qualche grado per rimetterla in moto.

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28 Codice 2.1.1-28

L'angolo di incidenza risulta essere l'angolo formato tra la direzione del vento apparente e quella verso cui è orientata la vela.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

L'angolo di incidenza è proprio questo: l'angolo tra il vento apparente e la corda della vela. Il range utile è tra 15 e 20 gradi: sotto, la vela sventa; sopra, va in stallo. Quando in bolina vedi il filetto sopravento che comincia a flottare, sei sul limite basso dell'incidenza. Cazza un filo e la vela ripiglia.

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29 Codice 2.1.1-29

Il centro velico risulta essere il punto di applicazione della forza del vento apparente sulle vele e sull'opera morta.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

Il centro velico è il punto di applicazione della forza del vento sulle vele, non sull'opera morta. L'opera morta è la parte dello scafo sopra la linea di galleggiamento e non c'entra con la definizione di CE. Il centro velico è un concetto aerodinamico delle vele: è lì che immagini concentrata la spinta totale generata da randa e fiocco insieme.

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30 Codice 2.1.1-30

Il centro di deriva risulta essere il centro geometrico della superficie di deriva posto sotto la chiglia dell'unità a vela.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

Il centro di deriva è il centro geometrico della superficie laterale della parte immersa (opera viva), non una cosa posizionata sotto la chiglia. È il baricentro idrodinamico dello scafo sommerso, il punto in cui si concentrano le resistenze laterali dell'acqua. Chiglia, deriva e timone contribuiscono tutti a definirne la posizione.

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31 Codice 2.1.1-31

Il centro velico e il centro di deriva si influenzano tra loro generando effetti che sono individuabili e prevedibili per ogni unità a vela.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Centro velico e centro di deriva lavorano in coppia e la loro posizione reciproca determina il comportamento della barca. Se CE sta davanti al CLR la barca poggia, se sta dietro orza, se sono allineati è neutra. Ogni barca ha un suo equilibrio prevedibile e lo senti dal timone: se tira da solo verso il vento, è orziera; se scappa sottovento, è poggiera.

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32 Codice 2.1.1-32

In condizioni di timone al centro, quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità a vela si definisce "neutra" (né poggiera né orziera).

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Quando CE e CLR sono allineati, la barca è neutra: non orza né poggia e il timone resta leggero in mano. È l'assetto ideale per risparmiare energia e correre veloci. In pratica si cerca un leggero effetto orziero per sicurezza, ma l'equilibrio perfetto teorico è la neutralità di cui parla questo quesito.

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33 Codice 2.1.1-33

In condizioni di timone al centro, quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità a vela si avvicina alla direzione del vento (orziera).

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

Con CE e CLR allineati la barca non orza e non poggia, è neutra. Diventerebbe orziera solo se il centro velico si spostasse dietro il centro di deriva. Quando il timone tira pesante verso il vento stai navigando orziero, ma con i due centri allineati il timone resta leggero e la barca tiene la prua da sola.

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34 Codice 2.1.1-34

La posizione del centro velico nelle unità a vela dipende dalla superficie e dalla forma delle vele, dalla reciproca influenza tra le vele bordate e dalla messa a punto dell'attrezzatura.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Il centro velico dipende da tutto ciò che riguarda le vele: superficie, forma, interazione tra randa e fiocco, regolazione di drizze e scotte, inclinazione dell'albero. Cazzare o lascare, terzarolare, cambiare un genoa per un fiocco: ogni operazione sposta il CE. Per questo la messa a punto dell'attrezzatura è il modo principale per bilanciare la barca.

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35 Codice 2.1.1-35

Per "planata" si intende lo stato in cui viene a trovarsi l'unità a vela navigando in condizioni di equilibrio dinamico sulla cresta dell'onda generato dal suo medesimo avanzamento.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

La planata è proprio lo stato di equilibrio dinamico in cui la barca sale sulla cresta dell'onda generata dalla sua stessa avanzata e scivola più veloce, riducendo la resistenza di scafo. È tipica delle barche leggere e dei multiscafi con vento portante. Quando senti lo scafo alleggerirsi, la scia allungarsi e il log saltare da 6 a 10 nodi, stai planando.

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36 Codice 2.1.1-36

La "messa a segno" delle vele è generata dal vento apparente durante la navigazione.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

La messa a segno, cioè la forma aerodinamica della vela gonfia sotto pressione, è generata dal vento apparente che investe il profilo. È il vento apparente e non quello reale a plasmare la vela, perché è quello con cui la barca interagisce davvero. Quando la randa prende la sua forma ad ala e i filetti volano paralleli, è l'apparente che sta lavorando.

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37 Codice 2.1.1-37

La pressione esercitata dal vento sulle vele dipende dall'angolo di incidenza.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

La pressione sulle vele dipende dall'angolo di incidenza, cioè dall'angolo tra vento apparente e corda della vela. Con un'incidenza tra 15 e 20 gradi la portanza è massima; fuori da quel range la vela sventa o va in stallo. Ogni volta che cazzi o lasci la scotta stai cercando l'angolo giusto per tenere la pressione ottimale sulla vela.

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38 Codice 2.1.1-38

La pressione esercitata dal vento sulle vele dipende esclusivamente dal valore della prora assunta dall'unità.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

La pressione sulle vele non dipende solo dalla prora. Dipende dall'angolo di incidenza tra vento apparente e vela, quindi anche dalla regolazione delle scotte. Puoi avere la stessa prora ma vele mal cazzate e zero pressione, oppure vele ben trimmate e spinta piena. La prora è solo una variabile, non la sola.

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39 Codice 2.1.1-39

La forza di scarroccio risulta perpendicolare all'asse longitudinale dell'unità a vela.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

La forza di scarroccio è la componente della spinta velica perpendicolare all'asse longitudinale della barca, quella che la spinge lateralmente sottovento. La forza di propulsione invece è quella parallela all'asse. Deriva e chiglia si oppongono allo scarroccio; senza di loro la barca scivolerebbe di lato invece di avanzare dritta.

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40 Codice 2.1.1-40

La forza di propulsione risulta perpendicolare all'asse longitudinale dell'unità a vela.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

La forza di propulsione è parallela all'asse longitudinale, non perpendicolare. È quella che spinge la barca avanti lungo la rotta. Perpendicolare all'asse è invece la forza di scarroccio, quella che tende a farla slittare sottovento. Deriva e timone trasformano la risultante velica in avanzamento, neutralizzando la componente trasversale.

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41 Codice 2.1.1-41

l'albero di un'unità a vela inclinato verso poppa rende la stessa tendenzialmente orziera.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Albero inclinato verso poppa significa CE spostato a poppavia del CLR, quindi barca tendenzialmente orziera: la prua tira verso il vento. È una regolazione frequente sui regatanti in bolina, perché un filo di orza aiuta a guadagnare al vento. Quando il timone tira pesante in mano verso sopravento, probabilmente l'albero è leggermente poppiero.

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42 Codice 2.1.1-42

L'albero di un'unità a vela inclinato verso prua rende la stessa tendenzialmente poggiera.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Albero inclinato verso prua sposta il CE in avanti rispetto al CLR, rendendo la barca poggiera: la prua scappa sottovento. È una regolazione sconsigliata perché una barca poggiera è pericolosa in raffica e fatica in bolina. Quando il timone scappa sottovento e fai fatica a stringere, controlla l'inclinazione dell'albero.

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43 Codice 2.1.1-43

La funzione delle stecche poste sulla randa è quella di conservare inalterata la forma della vela in qualsiasi condizione meteomarina.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Le stecche servono a mantenere la forma della randa soprattutto nella parte alta (allunamento), dove altrimenti il tessuto si affloscerebbe. Grazie alle stecche la vela conserva il profilo aerodinamico anche con vento variabile e onda. Le stecche passanti, dal bordo al cursore, sono quelle più efficaci su rande moderne full batten.

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44 Codice 2.1.1-44

La funzione delle stecche poste sulla randa è quella di garantire l'ottimale indicazione della direzione del vento sulla vela?

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

Le stecche non indicano la direzione del vento, servono a tenere in forma la vela. L'indicazione del vento la dai tu leggendo i filetti segnavento (tell-tales) cuciti sul profilo della vela o guardando la windex in testa d'albero. Le stecche sono pezzi di vetroresina o carbonio rigidi che sagomano la randa, non strumenti di lettura.

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45 Codice 2.1.1-45

Con riguardo alla teoria della vela, il multiscafo ha una maggiore stabilità.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Il multiscafo (catamarano o trimarano) ha una stabilità di forma molto superiore al monoscafo, grazie alla larghezza tra gli scafi. Non sbanda quasi, anche con vento forte, e questo gli permette di portare più tela per stazza. In compenso, se supera il punto di rovescio, non si riraddrizza da solo come un monoscafo zavorrato.

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46 Codice 2.1.1-46

Il bulbo zavorrato di un'unità a vela fornisce maggiore stabilità per contrastare l'azione esterna del vento.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Il bulbo zavorrato è il contrappeso piombato sotto la chiglia che crea il momento raddrizzante quando la barca sbanda. Più il vento preme sulle vele, più il bulbo reagisce tirando la barca verso la verticale. Senza bulbo una randa piena in bolina ti farebbe scuffiare subito; con il bulbo la barca si piega ma non molla.

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47 Codice 2.1.1-47

La stabilità di un'imbarcazione a vela è assicurata dal bulbo zavorrato.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

Nelle barche a chiglia zavorrata la stabilità dipende proprio dal bulbo: è il peso piombato sotto lo scafo che genera il momento raddrizzante quando il vento sbanda la barca. Nei multiscafi invece la stabilità è di forma (larghezza), nei derive è l'equipaggio sul trapezio. Quando la barca sbanda e poi ritorna a galla, il bulbo sta lavorando per te.

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48 Codice 2.1.1-48

La vela tende, per sua natura, ad assumere una posizione neutra di 45° rispetto al flusso del vento e a ricevere una spinta in tale direzione.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

La vela non assume una posizione neutra a 45 gradi, non ha alcuna inclinazione naturale. La vela si orienta solo come tu la regoli con le scotte, cercando l'angolo di incidenza ottimale (15-20 gradi) con il vento apparente. Lasciata libera sventa e basta, come un drappo al vento; è il marinaio che le dà forma e orientamento.

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49 Codice 2.1.1-49

Per andatura si intende la direzione verso cui procede un'unità a vela rispetto alla direzione di provenienza del vento.

  1. VERO
  2. FALSO (risposta esatta)

Risposta esatta: b, FALSO

Perché, spiegato dal Capitano

L'andatura è proprio l'angolo tra la rotta e la direzione di provenienza del vento reale, quindi la definizione del quesito è tecnicamente corretta. Il ministeriale però la segna come falsa, forse per una differenza formale minima nel testo. Occhio in sede d'esame: se vedi questa frase identica, segui l'indicazione del ministeriale per non perdere punti.

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50 Codice 2.1.1-50

Si chiama "bolina" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 45° rispetto alla direzione del vento reale.

  1. VERO (risposta esatta)
  2. FALSO

Risposta esatta: a, VERO

Perché, spiegato dal Capitano

La bolina è proprio l'andatura stretta al vento, con la rotta che forma circa 45 gradi con il vento reale. È l'andatura tecnicamente più difficile e anche la più tirata: barca sbandata, vele cazzate a ferro, apparente al massimo. Quando il filetto sopravento sta per flottare e le sartie fischiano, stai boliando al limite.

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Fonte Allegato A, DD 131 del 31/05/2022 (patente base e vela) , Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le domande e le risposte sono il testo ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le spiegazioni sono redatte da Nauticalize e non fanno parte del testo ministeriale. Banca aggiornata al .

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