51
Codice 2.1.1-51
Si chiama "lasco" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 135° rispetto alla direzione del vento reale.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Il lasco è proprio l'andatura con vento da poppavia del traverso, tipicamente attorno ai 120-135 gradi dal vento reale. È l'andatura più veloce e rilassata: barca diritta, vele lascate, apparente moderato. Quando senti il boma fuori oltre le sartie e la scia della barca si allunga pulita, sei al lasco.
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52
Codice 2.1.1-52
Si chiama "traverso" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 90° rispetto alla direzione del vento reale.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Il traverso è a 90 gradi dal vento reale, con il vento che arriva esattamente di lato. È spesso l'andatura più veloce e confortevole: vele regolate a mezzo, barca che scivola pulita. Al traverso sentirai la barca accelerare in modo lineare e il timone restare leggero in mano.
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53
Codice 2.1.1-53
Si chiama "lasco" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di circa 90° rispetto alla direzione del vento reale.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
A 90 gradi dal vento non sei al lasco, sei al traverso. Il lasco sta più poppiero, attorno ai 120-135 gradi. Confondere traverso e lasco è un errore classico, ma il riferimento è chiaro: 90 gradi significa vento di lato esatto, cioè traverso. Se sposti la prua più a favore di vento, solo allora scivoli nel lasco.
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54
Codice 2.1.1-54
Si chiama "poppa" o "fil di ruota" l'andatura in cui l'unità a vela procede con una direzione di rotta che forma un angolo di 180° rispetto alla direzione del vento reale.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La poppa, o fil di ruota, è l'andatura con il vento dritto da dietro, cioè 180 gradi rispetto alla rotta. È l'andatura più lenta in termini di apparente ma insidiosa: rischio di strambata involontaria se poggi troppo, randa che ciondola se l'onda ti fa oscillare. Il tangone o un solo strallo con spi aiuta a tenere il fiocco aperto.
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55
Codice 2.1.1-55
Procedendo di bolina, a bordo il vento percepito risulta d'intensità superiore a quella reale.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
In bolina l'apparente è superiore al reale perché la velocità della barca si somma vettorialmente al vento vero. A bordo senti più aria di quella che misureresti fermo. È la ragione per cui in bolina con 15 nodi reali sembra di correre in tempesta, ti arriva tutto sulla prua e le sartie fischiano tese.
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56
Codice 2.1.1-56
Procedendo di poppa la velocita avvertita dell'unità a vela sembra elevata perché l'intensità del vento percepita risulta superiore rispetto a quella reale.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
In poppa la barca fugge dal vento e l'apparente è inferiore al reale, non superiore. La velocità di avanzamento si sottrae al vento vero e a bordo senti meno brezza. Per questo in fil di ruota sudi, la randa ciondola e ti sembra di galleggiare piano. Poi vai di bolina e scopri che il vento era vivo, stavi solo scappando.
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57
Codice 2.1.1-57
Il settore di bordeggio è la zona dello scafo di un'unità navale a vela che concorre a fornire la spinta velica e quindi ad incrementare la velocità della stessa in funzione della direzione del vento.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Il settore di bordeggio (o angolo morto) non è una zona dello scafo, è una zona di rotta: è quel settore controvento, circa 90 gradi, dove la barca non può navigare perché le vele sventano. Per risalire al vento devi bordeggiare fuori da questo settore, alternando mure a dritta e mure a sinistra. Non c'entra con lo scafo né con la spinta.
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58
Codice 2.1.1-58
Si intende per lato sottovento, la superficie sopravvento della vela che è sottoposta a una depressione.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Il lato sottovento è quello opposto a dove batte il vento, cioè il lato dove si crea la depressione aerodinamica sulla vela. La superficie sopravvento della vela invece subisce una sovrapressione. Confonderli è un errore classico: il vento spinge sul lato sopravvento e risucchia sul lato sottovento, e la risultante è la portanza.
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59
Codice 2.1.1-59
Il centro velico è il punto di applicazione della risultante delle forze dovute all'azione del vento sulle vele.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Il centro velico è proprio il punto di applicazione della forza risultante del vento su tutte le vele bordate. È un concetto aerodinamico: se randa e fiocco generano ciascuno una spinta, il CE è il baricentro di quelle spinte combinate. La sua posizione rispetto al centro di deriva determina se la barca orza, poggia o è neutra.
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60
Codice 2.1.1-60
E' il centro velico il punto di applicazione delle forza idrodinamica sullo scafo dovuta allo scarroccio.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Il centro velico sta sulle vele, non sullo scafo. La forza idrodinamica contro lo scarroccio si applica al centro di deriva (CLR), che è il baricentro della superficie laterale immersa. CE è aerodinamico (aria, vele), CLR è idrodinamico (acqua, scafo). Sono due punti distinti che lavorano in coppia per bilanciare la barca.
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61
Codice 2.1.1-61
Il centro di deriva è il centro dello scafo a vela di piccole dimensioni.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Il centro di deriva non è il centro geometrico di una barca piccola, è il baricentro della superficie laterale immersa (opera viva) di qualsiasi barca, grande o piccola. È il punto di applicazione della resistenza idrodinamica che si oppone allo scarroccio. Niente a che vedere con le dimensioni dello scafo.
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62
Codice 2.1.1-62
Il centro di deriva è il punto di applicazione della resistenza laterale che si oppone alle forze idrodinamiche esercitate sull'opera viva.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Il centro di deriva è esattamente questo: il punto dove si concentra la resistenza laterale dell'acqua sullo scafo immerso, quella che si oppone allo scarroccio. È il contraltare idrodinamico del centro velico. Chiglia, deriva e timone sono le appendici che massimizzano questa resistenza e definiscono dove cade il CLR lungo l'asse della barca.
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63
Codice 2.1.1-63
Il centro velico e il centro di deriva servono per determinare il punto nave a vela.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Centro velico e centro di deriva servono a bilanciare la barca, non a determinare la posizione geografica. Il punto nave si calcola con carta, bussola e GPS, usando rilevamenti o coordinate satellitari. CE e CLR sono concetti di fisica della vela che governano il comportamento orziero o poggiero, non hanno nulla a che vedere con la navigazione.
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64
Codice 2.1.1-64
In condizioni di timone neutro (al centro), quando il centro velico è collocato a proravia del centro di deriva, l'unità navale a vela si allontanata dalla direzione del vento (è poggiera).
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Centro velico a proravia del centro di deriva significa spinta aerodinamica davanti al fulcro idrodinamico: la prua tende a scappare sottovento, la barca poggia. È la configurazione poggiera, sconsigliata per la sicurezza perché in raffica si apre invece di orzare. Quando il timone scappa sottovento senti subito la tendenza poggiera.
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65
Codice 2.1.1-65
In condizioni di timone neutro (al centro), quando il centro velico è allineato con il centro di deriva, l'unità navale a vela si definisce equilibrata (né poggiera né orziera).
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Con CE e CLR allineati la barca è equilibrata: non orza e non poggia, il timone resta leggero e la prua tiene la rotta da sola. È l'assetto teorico ideale. In pratica si cerca un leggero effetto orziero per sicurezza, ma la definizione di barca neutra o equilibrata è esattamente questa: due centri sulla stessa verticale.
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66
Codice 2.1.1-66
La posizione del centro velico per le unità navali a vela dipende dalla forma della vela, dalla reciproca influenza tra le vele bordate e dalla messa a punto dell'attrezzatura.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Il CE dipende da superficie e forma delle vele, dall'interazione tra randa e fiocco, dalla messa a punto dell'attrezzatura (inclinazione albero, tensione sartie, regolazioni fini). Cambiare genoa, terzarolare, cazzare il cunningham: tutto sposta il CE. Per questo la regolazione delle vele è la leva principale per bilanciare la barca.
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67
Codice 2.1.1-67
La posizione del centro di deriva delle unità a vela dipende dalla forma delle vele.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Il centro di deriva dipende dalla forma dello scafo immerso e delle sue appendici (chiglia, deriva, timone), non dalle vele. Le vele influenzano il CE, che è aerodinamico. Scafo e appendici influenzano il CLR, che è idrodinamico. Confonderli è un errore classico, ma sono due concetti distinti che lavorano in acque diverse.
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68
Codice 2.1.1-68
Si intende per sopravento, il lato dell'unità ubicato al di sotto del punto di applicazione del vento apparente.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Sopravento è il lato dell'unità da cui arriva il vento, non quello sotto il vento apparente. È il lato verso cui guarda il tuo viso quando prendi il vento in faccia. Il lato opposto è sottovento. Quando sbandi in bolina, la falchetta sopravento sale in aria e quella sottovento si avvicina all'acqua.
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69
Codice 2.1.1-69
Si intende per sottovento, il lato dell'unità opposto rispetto a quello su cui batte il vento.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Sottovento è proprio il lato opposto rispetto a quello da cui arriva il vento. Se il vento ti batte a dritta, sottovento è a sinistra. È anche il lato verso cui ti spinge lo scarroccio. In regata si dice che una barca è sottovento a un'altra quando è dal lato opposto alla provenienza del vento, e questo influenza i diritti di precedenza.
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70
Codice 2.1.1-70
La dizione di "mure a dritta/mure a sinistra" indica la parte prodiera dello scafo sulla quale si infrangono le onde.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Le mure a dritta o a sinistra non indicano dove si infrangono le onde, indicano da quale lato della barca arriva il vento. Mure a dritta significa vento da dritta (e boma sulla sinistra). Le mure definiscono il bordo di navigazione e il diritto di precedenza: mure a dritta ha diritto su mure a sinistra nelle regole di incontro a vela.
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71
Codice 2.1.1-71
Per grasso della vela si intende la parte della vela più prossima alla tensione della drizza.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
Il grasso della vela non è vicino alla drizza, è la zona di massima concavità della vela, tipicamente a circa un terzo della corda dal bordo d'attacco. È quella curvatura che dà potenza e spinta. Più grasso significa più potenza ma anche più resistenza; vento leggero vuole vela grassa, vento forte vuole vela smagrita.
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72
Codice 2.1.1-72
Il piano velico è l'organizzazione delle vele di un'unità come da progetto ed è essenzialmente caratterizzato dal numero di alberi e dal tipo di vele a disposizione.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Il piano velico è proprio l'insieme delle vele di un'unità come previsto dal progetto: numero di alberi, tipo di vele (randa, fiocco, genoa, spi, trinchetta), armo (sloop, cutter, ketch, yawl). Definisce l'identità di una barca a vela. Uno sloop ha un albero e due vele, un ketch ne ha due con randa e mezzana; sono piani velici diversi.
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73
Codice 2.1.1-73
Per portanza si intende il peso complessivo di tutte le attrezzature veliche imbarcate su un'unità a vela.
-
a
VERO
-
b
FALSO (risposta esatta)
Risposta esatta: b, FALSO
Perché, spiegato dal Capitano
La portanza non ha nulla a che fare con il peso delle attrezzature, è un concetto aerodinamico: è la forza perpendicolare al flusso d'aria generata dalla vela che lavora come un'ala. È proprio la portanza a spingere la barca avanti in bolina e al traverso. Senza portanza la vela è solo un telo al vento.
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74
Codice 2.1.1-74
Lo svergolamento della vela dipende dalla velocità del vento reale che aumenta in funzione dell'altezza da cui spira rispetto alla superficie del mare.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
Lo svergolamento è la torsione della vela attorno al suo asse verticale, dovuta al fatto che il vento reale è più intenso in quota che a livello del mare (gradiente verticale). Il vento apparente quindi cambia angolo salendo lungo l'albero, e la vela deve assecondare questa variazione torcendosi. Vang e carrello della scotta controllano lo svergolamento.
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75
Codice 2.1.1-75
Per "straorza" si intende l'improvviso cambio di prua verso la direzione di provenienza del vento, causato da una raffica o da un'onda particolarmente intensa.
-
a
VERO (risposta esatta)
-
b
FALSO
Risposta esatta: a, VERO
Perché, spiegato dal Capitano
La straorza è proprio l'improvvisa orzata incontrollata verso il vento, tipica di andature portanti quando una raffica o un'onda laterale sbilanciano la barca. La prua scatta verso il vento, la barca sbanda violentemente sopravvento e spesso si fa fatica a riportarla sulla rotta. Quando il timone si pianta e la barca gira da sola contro vento, stai straorzando.
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