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Patente base · DD 131/2022

Meteorologia: domande patente nautica con risposta (120 domande), pagina 2 di 5

Pagina 2 di 5: domande 26-50 delle 120 di Meteorologia, con la risposta esatta e la spiegazione del Capitano.

Domande 120Peso all'esame ≈ 1-2 domande su 20Pagina 2 di 5In questa pagina 26-50

Domande 26-50

Bollettini meteorologici e previsioni locali

26 Codice 1.6.2-26

La violenza di un temporale è in funzione:

  1. dello sviluppo verticale della nube. (risposta esatta)
  2. dell'escursione termica.
  3. della stagione.

Risposta esatta: a, dello sviluppo verticale della nube.

Perché, spiegato dal Capitano

La violenza di un temporale dipende direttamente dallo sviluppo verticale della nube: più alto sale un cumulonembo, più energia accumula e più intensi saranno rovesci, raffiche e grandine. L'escursione termica e la stagione influenzano la frequenza, non la violenza del singolo evento. Quando in estate vedi una torre di nubi salire come un fungo, cambia rotta prima che ti arrivi addosso.

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27 Codice 1.6.2-27

Il fronte:

  1. è quella linea di separazione sussistente tra due correnti di stessa intensità ma con verso opposto.
  2. è la linea che separa due strati di cumuli-nembi e nembo-strati.
  3. è una linea che esprime la superficie di contatto o di discontinuità che separa due masse d'aria. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, è una linea che esprime la superficie di contatto o di discontinuità che separa due masse d'aria.

Perché, spiegato dal Capitano

Un fronte è la superficie di contatto (o di discontinuità) tra due masse d'aria con caratteristiche diverse di temperatura, pressione e umidità. Non è una linea tra correnti marine e non riguarda la separazione tra strati di nubi. Ogni volta che leggi una carta meteo con quelle linee blu e rosse, stai guardando dove due masse d'aria si scontrano e negoziano.

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28 Codice 1.6.2-28

I "Cumuli" sono:

  1. nubi grigie stratiformi.
  2. le nubi più alte di aspetto chiaro e filamentoso.
  3. nubi a sviluppo verticale. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, nubi a sviluppo verticale.

Perché, spiegato dal Capitano

I Cumuli sono nubi a sviluppo verticale, con base piatta e sommità rigonfia, tipiche della convezione diurna. Il loro aspetto è cotonoso, non stratiforme né filamentoso. I cumuli di bel tempo sono innocui, ma se crescono e diventano cumulonembi nel pomeriggio, aspettati rovesci o temporali. Tieni d'occhio la verticalità, non la quantità.

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29 Codice 1.6.2-29

Il "fetch minimo" è:

  1. il tratto di mare, privo di ostacoli, sul quale soffia un vento per un certo periodo, oltre il quale tratto di mare le onde raggiungeranno la massima altezza per quel dato vento. (risposta esatta)
  2. una condizione del mare caratterizzata da onde corte e ripide.
  3. un vento caldo e secco discendente da una catena montuosa.

Risposta esatta: a, il tratto di mare, privo di ostacoli, sul quale soffia un vento per un certo periodo, oltre il quale tratto di mare le onde raggiungeranno la massima altezza per quel dato vento.

Perché, spiegato dal Capitano

Il fetch minimo è il tratto di mare libero da ostacoli su cui il vento soffia abbastanza a lungo da far raggiungere alle onde l'altezza massima possibile per quella intensità. Oltre quel tratto, l'onda non cresce più. Non è né una condizione di onde corte e ripide né un vento caldo discendente. Capire il fetch spiega perché lo stesso vento genera onde diverse tra golfo chiuso e mare aperto.

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30 Codice 1.6.2-30

In genere la pressione aumenta se:

  1. spirano venti freddi dal 4° e 1° quadrante. (risposta esatta)
  2. spirano venti freddi dal 2° e 3° quadrante.
  3. nessuna delle due affermazioni suddette è corretta.

Risposta esatta: a, spirano venti freddi dal 4° e 1° quadrante.

Perché, spiegato dal Capitano

La pressione tende a salire quando spirano venti freddi dal 4° e 1° quadrante, cioè da NW, N e NE: l'aria fredda è più densa e preme di più al suolo. Venti caldi dal 2° e 3° quadrante (E, SE, S, SW) fanno invece scendere il barometro. Quando dopo una perturbazione gira da Maestrale o Tramontana, il barometro risale in fretta: il bello sta tornando.

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31 Codice 1.6.2-31

Sono nuvole temporalesche:

  1. gli altocumuli
  2. i cumulonembi. (risposta esatta)
  3. i nembostrati.

Risposta esatta: b, i cumulonembi.

Perché, spiegato dal Capitano

I cumulonembi sono le nubi temporalesche per eccellenza: enormi torri a forte sviluppo verticale, con sommità a incudine, capaci di generare rovesci, grandine, fulmini e raffiche violente. Gli altocumuli sono nubi medie di bel tempo o instabilità moderata; i nembostrati danno piogge continue ma senza temporali. Se vedi un'incudine all'orizzonte, hai davanti un cumulonembo maturo.

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32 Codice 1.6.2-32

Generalmente, al passaggio di un fronte freddo:

  1. la pressione diminuisce in modo irregolare, inoltre la temperatura e l'umidità sono in aumento.
  2. la visibilità peggiora, vi sono nubi di tipo altostratiforme e nebbie.
  3. la pressione aumenta bruscamente, il vento rinforza con raffiche. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, la pressione aumenta bruscamente, il vento rinforza con raffiche.

Perché, spiegato dal Capitano

Al passaggio di un fronte freddo la pressione sale bruscamente una volta transitato il fronte, mentre il vento rinforza con raffiche improvvise e cambia direzione. La temperatura scende, non sale, e l'umidità cala. Altostrati e nebbie sono tipici del fronte caldo, non di quello freddo. La firma classica in barometro è il calo seguito da un balzo netto verso l'alto.

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33 Codice 1.6.2-33

Generalmente, con aria instabile si hanno precipitazioni:

  1. scarse.
  2. di forte intensità e a intermittenza. (risposta esatta)
  3. poco intense.

Risposta esatta: b, di forte intensità e a intermittenza.

Perché, spiegato dal Capitano

Con aria instabile le precipitazioni sono intense e intermittenti: rovesci brevi e violenti, spesso con grandine, alternati a schiarite. L'aria stabile produce al massimo piogge leggere e continue. L'instabilità è la cifra dei pomeriggi estivi in Mediterraneo, quando un cielo limpido al mattino diventa un cumulonembo alle quattro. Non farti ingannare dalle apparenze del mattino.

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34 Codice 1.6.2-34

In genere, con aria instabile la visibilità è:

  1. buona, a volte ottima. (risposta esatta)
  2. scarsa.
  3. nessuna delle due affermazioni suddette è corretta.

Risposta esatta: a, buona, a volte ottima.

Perché, spiegato dal Capitano

Con aria instabile la visibilità è buona, a volte ottima, perché il rimescolamento verticale dell'atmosfera pulisce via foschia e polveri. Il paradosso è che proprio dopo un temporale vedi chilometri lontano, con l'orizzonte nitidissimo. L'aria stabile, al contrario, tende a intrappolare umidità e particolato vicino al suolo. Quando dopo un rovescio il mare ti sembra un vetro pulito, è l'instabilità che ha fatto il lavoro.

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35 Codice 1.6.2-35

Un fronte stazionario indica:

  1. una persistente situazione di stallo e di maltempo. (risposta esatta)
  2. un fronte attivo di temporali.
  3. un fronte che si muove poco.

Risposta esatta: a, una persistente situazione di stallo e di maltempo.

Perché, spiegato dal Capitano

Il fronte stazionario segnala una situazione di stallo in cui nessuna massa d'aria riesce a prevalere sull'altra, e il maltempo persiste sulla zona per ore o giorni. Non è un fronte attivo di temporali né semplicemente uno che si muove poco: la caratteristica chiave è la persistenza del brutto. Quando lo vedi stabilirsi sul Tirreno, ferma i programmi per almeno 48 ore.

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36 Codice 1.6.2-36

Il vento è teso quando:

  1. la direzione media e la velocità media si mantengono costanti per un certo periodo di tempo. (risposta esatta)
  2. la direzione media muta continuamente mentre la velocità media rimane costante.
  3. è a raffiche quando direzione e velocità medie variano notevolmente e improvvisamente.

Risposta esatta: a, la direzione media e la velocità media si mantengono costanti per un certo periodo di tempo.

Perché, spiegato dal Capitano

Il vento si dice teso quando direzione media e velocità media restano costanti per un certo periodo: è un flusso regolare, prevedibile, il sogno di chi naviga a vela. Quando invece la velocità oscilla con picchi improvvisi, parli di vento a raffiche; quando la direzione ruota di continuo, parli di vento variabile. Un vento teso da 15 nodi al traverso è la condizione ideale per una bolina comoda.

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37 Codice 1.6.2-37

I vento è a raffiche quando:

  1. la direzione media rimane costante mentre la velocità media presenta improvvisi picchi con valori di almeno 10 nodi oltre la media e di durata inferiore al minuto. (risposta esatta)
  2. quando la direzione media muta continuamente mentre la velocità media rimane costante per un certo periodo di tempo.
  3. quando direzione e velocità medie non variano, come accade nel corso di temporali.

Risposta esatta: a, la direzione media rimane costante mentre la velocità media presenta improvvisi picchi con valori di almeno 10 nodi oltre la media e di durata inferiore al minuto.

Perché, spiegato dal Capitano

Il vento è a raffiche quando la direzione media resta costante ma la velocità presenta picchi improvvisi di almeno 10 nodi oltre la media, di durata inferiore al minuto. La direzione che muta continuamente definisce invece vento variabile. Le raffiche ti sorprendono sempre: tieni una mano sul timone e una sulla scotta, anche con vento apparentemente stabile.

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38 Codice 1.6.2-38

Il Foehn (o Fohn) indica:

  1. un vento che discende forzatamente di quota lungo il versante sottovento di un ostacolo orografico. (risposta esatta)
  2. un vento che, per effetto di un ostacolo orografico, è costretto a salire di quota lungo il versante sopravento.
  3. un vento anabatico.

Risposta esatta: a, un vento che discende forzatamente di quota lungo il versante sottovento di un ostacolo orografico.

Perché, spiegato dal Capitano

Il Foehn è un vento che discende forzatamente lungo il versante sottovento di un ostacolo orografico: scendendo si comprime, si riscalda e si asciuga, diventando caldo e secco. Il vento che sale sul sopravento non è Foehn ma il flusso prima dell'ostacolo. Non è un vento anabatico (quelli salgono di giorno lungo i pendii riscaldati). In Adriatico il Foehn alpino può spazzare il Golfo di Trieste in poche ore.

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39 Codice 1.6.2-39

Cosa provoca il moto ondoso?

  1. le maree alle quadrature.
  2. la sabbia quando è vicina alle rocce.
  3. il vento. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, il vento.

Perché, spiegato dal Capitano

Il moto ondoso è generato dal vento che trasferisce energia alla superficie del mare. Le maree producono correnti, non onde nel senso del moto ondoso. La sabbia vicino alle rocce non genera nulla: casomai le onde la rimescolano. Il rapporto vento-onda è diretto: più forte soffia, più lontano e a lungo, più alta e lunga diventa l'onda.

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40 Codice 1.6.2-40

La lunghezza di un'onda è data dalla distanza:

  1. orizzontale tra due incavi successivi.
  2. orizzontale tra due creste successive. (risposta esatta)
  3. verticale tra la cresta di un'onda e l'incavo dell'onda successiva.

Risposta esatta: b, orizzontale tra due creste successive.

Perché, spiegato dal Capitano

La lunghezza d'onda è la distanza orizzontale tra due creste successive, cioè tra due punti alti consecutivi. Non tra due incavi (anche se la misura risulta la stessa, la definizione ufficiale usa le creste) né tra una cresta e un incavo (quella è mezza lunghezza, correlata all'altezza). Lunghezza e altezza insieme determinano la ripidità, che decide se e quando l'onda frange.

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41 Codice 1.6.2-41

L'altezza di un'onda è data dalla distanza verticale:

  1. tra la cresta e l'incavo. (risposta esatta)
  2. tra la cresta e il frangente.
  3. tra il frangente e l'incavo.

Risposta esatta: a, tra la cresta e l'incavo.

Perché, spiegato dal Capitano

L'altezza di un'onda è la distanza verticale tra cresta e incavo, cioè il dislivello tra il punto più alto e il punto più basso. Non tra cresta e frangente (quello è un fenomeno, non un punto geometrico fisso) né tra frangente e incavo. L'altezza è ciò che leggi nella scala Douglas e ciò che senti sotto la carena quando un'onda ti solleva e ti lascia cadere.

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42 Codice 1.6.2-42

Generalmente un'onda frange quando:

  1. la profondità del fondale è maggiore del doppio dell'altezza dell'onda.
  2. il rapporto tra altezza e lunghezza (ripidità) dell'onda è maggiore di 1/25.
  3. il rapporto tra altezza e lunghezza (ripidità) dell'onda è maggiore di 1/7. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, il rapporto tra altezza e lunghezza (ripidità) dell'onda è maggiore di 1/7.

Perché, spiegato dal Capitano

Un'onda frange in mare aperto quando la sua ripidità, cioè il rapporto tra altezza e lunghezza, supera 1/7: diventa troppo ripida per sostenere la propria forma e collassa in schiuma. 1/25 è ancora una condizione regolare. Le onde del vento forte cominciano a frangere offshore proprio per questo motivo: non serve il fondale basso per vederle rompere.

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43 Codice 1.6.2-43

Generalmente un'onda frange quando:

  1. il rapporto tra altezza e lunghezza (ripidità) dell'onda è maggiore di 1/8.
  2. la profondità del fondale è maggiore del doppio dell'altezza dell'onda.
  3. la profondità del fondale è minore del doppio dell'altezza dell'onda. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, la profondità del fondale è minore del doppio dell'altezza dell'onda.

Perché, spiegato dal Capitano

Avvicinandosi a costa, un'onda frange quando la profondità del fondale diventa minore del doppio dell'altezza dell'onda: l'acqua non ha più spazio sotto, la cresta supera la base e si rovescia. Se il fondale è maggiore del doppio dell'altezza, l'onda passa integra. Questo spiega perché le stesse onde si frangono sulla secca e scorrono al largo come se niente fosse.

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44 Codice 1.6.2-44

Cosa si intende per "mare vivo"?

  1. quando l'onda proviene per propagazione da una zona lontana, rispetto all'osservatore, dove agisce un vento che lo sta generando.
  2. è generato da un vento che agisce sul posto dove si trova l'osservatore. (risposta esatta)
  3. è una zona ricca di pesce.

Risposta esatta: b, è generato da un vento che agisce sul posto dove si trova l'osservatore.

Perché, spiegato dal Capitano

Mare vivo è quello generato da un vento che sta soffiando proprio dove ti trovi: onde corte, ripide, ancora in formazione. Non è mare lungo (quello viene da lontano per propagazione) né una zona ricca di pesce. Il mare vivo si riconosce dalla presenza simultanea di vento e onda con la stessa direzione. È la condizione più impegnativa per una piccola barca.

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45 Codice 1.6.2-45

Quando si ha il così detto "mare lungo" circa le onde?

  1. quando c'è vento ma non c'è onda.
  2. quando si ha moto ondoso generato da un vento che agisce sul posto dove si trova l'osservatore.
  3. quando si ha moto ondoso proveniente per propagazione da una zona lontana, rispetto all'osservatore, in cui è presente un "mare vivo". (risposta esatta)

Risposta esatta: c, quando si ha moto ondoso proveniente per propagazione da una zona lontana, rispetto all'osservatore, in cui è presente un "mare vivo".

Perché, spiegato dal Capitano

Mare lungo significa onde che arrivano da una zona lontana dove agisce un mare vivo, propagandosi per centinaia di miglia con creste arrotondate e periodi lunghi. Non c'è vento locale a generarle: le vedi rotolare sotto cielo sereno. In Sicilia d'estate capita spesso: senza un filo di vento, la barca oscilla con onde lunghe provenienti da tempeste atlantiche o ioniche distanti.

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46 Codice 1.6.2-46

L'osservatore valuta che sta navigando con un "mare vecchio" (o "morto") se il sistema di onde:

  1. persiste sul posto dove si trova l'osservatore pur in assenza dell'azione diretta del vento che lo aveva generato. (risposta esatta)
  2. è generato da un vento che agisce sul posto dove si trova l'osservatore.
  3. proviene per propagazione da una zona lontana, rispetto all'osservatore, in cui è presente un mare vivo.

Risposta esatta: a, persiste sul posto dove si trova l'osservatore pur in assenza dell'azione diretta del vento che lo aveva generato.

Perché, spiegato dal Capitano

Mare vecchio (o morto) è quello che rimane sul posto dopo che il vento generatore è cessato: le onde persistono per inerzia, smorzandosi piano senza nuova energia. Diverso da mare vivo (vento attivo qui e ora) e da mare lungo (propagato da lontano). Dopo una burrasca, il mare vecchio può durare mezza giornata: nessun vento ma la barca balla ancora.

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47 Codice 1.6.2-47

Quant’è il valore di pressione media sul livello del mare?

  1. 1053,2 hPa.
  2. 1003,2 mm.
  3. 1013,2 hPa. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, 1013,2 hPa.

Perché, spiegato dal Capitano

La pressione atmosferica media al livello del mare è 1013,2 hPa (hectopascal), valore di riferimento per tarare il barometro e interpretare le carte meteo. 1053,2 hPa sarebbe un'anticiclone estremo, 1003,2 mm non ha senso (i millimetri misurano il mercurio, non la pressione assoluta in questa unità). Ogni hPa sotto i 1013 vale un motivo per guardare il cielo due volte.

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48 Codice 1.6.2-48

In genere, nella zona che precede un fronte caldo:

  1. la pressione aumenta rapidamente.
  2. si ha pioggia intermittente.
  3. la pressione cade rapidamente. (risposta esatta)

Risposta esatta: c, la pressione cade rapidamente.

Perché, spiegato dal Capitano

Prima dell'arrivo di un fronte caldo la pressione cade rapidamente, mentre compaiono cirri e cirrostrati sempre più fitti. La pioggia intermittente è tipica dell'instabilità post-frontale o del fronte freddo, non dell'anticipo del caldo, che porta invece piogge continue e deboli. Un barometro che scende di 5 hPa in poche ore con cielo che si vela ti sta annunciando un fronte caldo.

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49 Codice 1.6.2-49

Se la pressione sale bruscamente, cosa possiamo attenderci:

  1. il passaggio di un fronte freddo. (risposta esatta)
  2. il passaggio di un fronte caldo.
  3. il passaggio di un fronte occluso.

Risposta esatta: a, il passaggio di un fronte freddo.

Perché, spiegato dal Capitano

Una salita brusca della pressione indica il passaggio di un fronte freddo: la massa d'aria fredda e densa che subentra preme di più al suolo. Il fronte caldo produce l'opposto, un calo lento e continuo. Il fronte occluso dà un andamento più complesso ma non il rimbalzo secco verso l'alto. Quando il barometro balza di 4-5 hPa dopo una perturbazione, il freddo è appena passato.

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50 Codice 1.6.2-50

Quali sono gli effetti di un fronte caldo?

  1. il rapido sollevamento dell’aria calda genera nubi di tipo cumulonembo generando fenomeni meteorologici anche violenti come rovesci, temporali e vento forte.
  2. l'aria calda, raffreddandosi, causa piogge leggere al passaggio del fronte. (risposta esatta)
  3. nebbia da irraggiamento.

Risposta esatta: b, l'aria calda, raffreddandosi, causa piogge leggere al passaggio del fronte.

Perché, spiegato dal Capitano

Il fronte caldo porta aria calda che scorre sopra quella fredda preesistente e, raffreddandosi lentamente, produce piogge leggere e continue da nubi stratiformi. Cumulonembi e rovesci violenti sono firma del fronte freddo, non del caldo. La nebbia da irraggiamento è un fenomeno notturno terrestre, non frontale. Le ore di pioggia sottile e uniforme sono il segnale: fronte caldo in transito.

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Fonte Allegato A, DD 131 del 31/05/2022 (patente base e vela) , Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le domande e le risposte sono il testo ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le spiegazioni sono redatte da Nauticalize e non fanno parte del testo ministeriale. Banca aggiornata al .

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