
Come Leggere una Carta Nautica: Guida per Principianti
Leggere una carta nautica significa collegare coordinate, profondità e pericoli alla rotta che stai preparando. Comincia dalle informazioni stampate sulla carta: edizione, aggiornamenti, scala, proiezione e riferimenti delle quote.
Scegli la carta adatta
Una carta a grande scala, per esempio 1:10.000, mostra più dettagli di una a 1:500.000. Per un ingresso in porto serve il piano appropriato, insieme al portolano e agli avvisi aggiornati: ingrandire una carta generale sullo schermo non aggiunge rilievi che non contiene.
L’Istituto Idrografico della Marina produce cartografia ufficiale italiana. Per l’esame usa le carte didattiche previste dal programma della tua abilitazione; per navigare verifica copertura e aggiornamento dei documenti nautici necessari.
Mercatore: rotta e prua sono grandezze diverse
La proiezione di Mercatore è molto usata nella cartografia nautica: rappresenta una lossodromia, cioè una linea che incontra i meridiani con angolo costante, come una retta. Non tutte le carte sono però di Mercatore. L’IIM produce anche carte gnomoniche, sulle quali un arco di cerchio massimo appare rettilineo.
La rotta descrive la direzione del percorso; la prua è la direzione dell’asse longitudinale della barca. Vento e corrente possono farle differire: mantenere una prua costante non garantisce di seguire la retta tracciata. La scala di Mercatore varia con la latitudine anche nel Mediterraneo; non trattarla come uniforme su tutta la carta.
Coordinate: leggi prima la latitudine, poi la longitudine
La latitudine si misura verso Nord o Sud dall’equatore; la longitudine verso Est o Ovest da Greenwich. Sulla carta riporta il punto sulle graduazioni del bordo con squadrette o parallele. Scrivi sempre emisfero e unità, senza mescolare gradi decimali e primi.
Per esempio, 38° 06,0′ N - 015° 00,0′ E significa 38 gradi e 6 primi Nord, 15 gradi e zero primi Est. In gradi decimali la latitudine è 38,1°, non 38,06°.
Per le distanze nel carteggio costiero si usa la corrispondenza pratica un primo di latitudine ≈ un miglio nautico. Il miglio nautico internazionale vale esattamente 1.852 metri. Riporta l’apertura del compasso sulla scala delle latitudini all’altezza del tratto misurato; la scala delle longitudini non è una scala delle miglia.
Esercizio illustrato: sei miglia verso Nord

Schema originale Nauticalize, con graduazioni calcolate in Mercatore. Punti ipotetici: non è una carta utilizzabile per la navigazione.
Dati: A = 38° 00,0′ N, 015° 00,0′ E; B = 38° 06,0′ N, 015° 00,0′ E. Nell’esercizio non consideriamo vento e corrente.
- Trova il meridiano 015° 00,0′ E sul bordo orizzontale.
- Su quel meridiano segna A alla latitudine 38° 00,0′ N e B a 38° 06,0′ N.
- Unisci A e B: il percorso è verso Nord, con rotta vera 000°.
- Apri il compasso tra A e B e confrontalo con il bordo verticale della stessa zona: copre sei primi di latitudine.
- La distanza è quindi circa 6 M, pari a 11.112 m nel calcolo didattico.
- A velocità costante di 6 nodi sul fondo, il tempo è 6 M ÷ 6 M/h = 1 ora. Una velocità di 6 nodi rispetto all’acqua, in presenza di corrente, non basta per ottenere lo stesso tempo.
Controllo autonomo: da A al punto intermedio C = 38° 03,0′ N, 015° 00,0′ E, la distanza è circa 3 M e il tempo a 6 nodi sul fondo è 30 minuti. La rotta inversa B-A è 180°. Non ricavare da questo schema distanze fra porti reali.
Profondità, datum e margine sotto la chiglia
Le profondità sono riferite al datum verticale dichiarato sulla carta. Non è corretto chiamarlo sempre livello medio delle basse maree né supporre che l’acqua reale sia sempre più alta. Marea e condizioni meteorologiche possono cambiare il livello; verifica anche le unità delle quote e i riferimenti separati delle altezze libere sotto ponti e cavi.
Per pianificare un passaggio considera profondità cartografica, livello previsto dell’acqua, pescaggio e margine di sicurezza adeguato alle condizioni. Le isobate uniscono punti di uguale profondità: scegli quelle significative per la tua barca, senza assumere che una specifica isobata sia sicura per tutte le unità.
Simboli: usa la legenda della carta
Per natura del fondo, scogli, relitti, fari e limiti delle aree regolamentate consulta la legenda e la pubblicazione di simboli riferita alla carta. Non usare una tabella improvvisata che mescoli abbreviazioni italiane e internazionali: la lettera P non significa universalmente Posidonia, né F identifica sempre il fango.
La pubblicazione IIM 1111 raccoglie simboli, abbreviazioni e termini delle carte nautiche. Un ulteriore riferimento pubblico è U.S. Chart No. 1 di NOAA, che distingue simboli cartacei ed elettronici. Non trasferire automaticamente un simbolo da un sistema all’altro. Per l’ancoraggio verifica anche il regolamento locale e i divieti di tutela dei fondali.
Prima di tracciare una rotta reale
- Controlla che carta, portolano e avvisi siano aggiornati.
- Verifica datum orizzontale e impostazione del dispositivo con cui leggi le coordinate.
- Segna pericoli, bassifondi e aree vietate, lasciando margini coerenti con meteo e barca.
- Misura distanze sul bordo delle latitudini vicino al tratto; poi considera velocità sul fondo e corrente.
- Prepara punti di controllo e alternative praticabili. Un segmento libero sulla carta non basta a provare che un passaggio sia sicuro.
Continua con le guide al meteo in navigazione, alla radio VHF e alla navigazione notturna.
Domande Frequenti
Tutte le carte sono in Mercatore?
No. Leggi la proiezione riportata nella carta: esistono anche proiezioni gnomoniche e altri prodotti cartografici.
Un’app sostituisce qualsiasi carta ufficiale?
La presenza di una mappa sul telefono non dimostra che soddisfi le prescrizioni applicabili. Controlla cartografia, aggiornamenti, sistema e requisiti della navigazione prevista.
Posso usare questo disegno per andare in mare?
No. È un esercizio originale privo di costa, rilievi, datum operativo e informazioni di sicurezza. Serve a imparare coordinate e misure.
Buon vento!
Navigazione e sicurezza
Checklist
di bordo
Le dotazioni previste dal D.M. 133/2024 e i controlli da fare prima di mollare gli ormeggi.


