Primo Soccorso in Mare: Cosa Fare in Caso di Emergenza
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Primo Soccorso in Mare: Cosa Fare in Caso di Emergenza

10 Apr 2026 9 min di lettura

A 5 miglia dalla costa, non arriva nessuna ambulanza. Il VHF gracchia, il vento rinforza, e quel taglio sulla mano del tuo ospite non smette di sanguinare. In quel momento, l’unica cosa che conta è sapere cosa fare, e avere a bordo tutto il necessario per farlo.

Il primo soccorso in mare non è un argomento facoltativo. È la differenza tra un incidente gestibile e una tragedia. Qui trovi le procedure essenziali, dalla cassetta di pronto soccorso alla chiamata alla Guardia Costiera, tutto quello che devi sapere prima di mollare gli ormeggi.

Primo Soccorso In Mare: Il Kit di Primo Soccorso di Bordo

La normativa italiana (D.M. 146/2008) prevede una dotazione minima obbligatoria a bordo. Ma il minimo di legge non basta quando sei in mezzo al mare. Ecco cosa dovresti avere davvero nella tua cassetta di pronto soccorso:

Materiale per medicazione:

  • Garze sterili (almeno 10 pezzi, formato 10×10 cm e 18×40 cm)
  • Bende elastiche (larghezze 5 cm, 7 cm e 10 cm)
  • Cerotti assortiti e cerotto a nastro (tipo Leukoplast)
  • Disinfettante a base di clorexidina (meglio dello iodio per ferite marine)
  • Soluzione fisiologica sterile per lavaggio ferite e occhi
  • Guanti monouso in nitrile (almeno 5 paia)
  • Forbici a punta arrotondata
  • Pinzette a punta fine (utili anche per spine di riccio)
  • Laccio emostatico tipo CAT (Combat Application Tourniquet)

Farmaci essenziali:

  • Paracetamolo (500 mg) e ibuprofene (400 mg)
  • Antistaminico orale (cetirizina) e crema al cortisone
  • Crema per scottature (Foille o equivalente)
  • Farmaci contro il mal di mare (Xamamina o scopolamina transdermica)
  • Collirio antisettico

Dotazioni di emergenza:

  • Coperta isotermica (almeno 2, si rovinano dopo un uso)
  • Sacchetti di ghiaccio istantaneo (3-4 pezzi)
  • Stecche modellabili tipo SAM Splint per immobilizzazione fratture
  • Manuale di primo soccorso marino plastificato

Controlla il kit prima di ogni uscita. Per chi si interessa di primo soccorso in mare, ecco un punto chiave. I farmaci scadono, le garze si deteriorano con l’umidità salina, e il ghiaccio istantaneo perde efficacia. Conserva tutto in un contenitore stagno e segnalato con una croce rossa.

Uomo in Mare: La Procedura di Recupero

È lo scenario che nessun comandante vuole vivere. Ma devi conoscere la procedura a memoria, perché quando succede non c’è tempo per sfogliare il manuale.

Passaggio 1. Allarme e salvagente. Grida “Uomo in mare!” a voce alta. Chi è più vicino lancia immediatamente il salvagente anulare con boetta luminosa. Da questo momento, almeno una persona deve tenere lo sguardo fisso sulla persona in acqua e indicarla con il braccio teso. Non distogliere mai lo sguardo, in mare aperto, perdere di vista qualcuno è facilissimo.

Passaggio 2. Segna la posizione. Premi il tasto MOB (Man Overboard) sul GPS o sul chartplotter. Se non hai un tasto dedicato, annota le coordinate. Ogni secondo conta.

Passaggio 3. La manovra di Williamson. Questa è la manovra standard per tornare esattamente al punto di caduta:

  1. Accosta immediatamente di 60 gradi rispetto alla rotta iniziale (verso il lato da cui è caduta la persona, se lo sai).
  2. Quando hai completato i 60 gradi, accosta nella direzione opposta.
  3. Continua ad accostare fino a trovarti sulla rotta reciproca (180 gradi rispetto alla rotta originale).
  4. A questo punto ti troverai sulla linea di rotta iniziale, ma in direzione opposta, dritto verso il punto di caduta.

Passaggio 4. Avvicinamento e recupero. Avvicinati con il vento al mascone (sopravvento rispetto alla persona in acqua). Riduci al minimo la velocità. Quando sei a pochi metri, spegni il motore. Questo è fondamentale: l’elica è invisibile sott’acqua e può essere letale. Recupera la persona dal lato sottovento, usando la scaletta di poppa, un anello con cima o, se necessario, un bozzello a drizza per sollevare una persona priva di forze.

Esercitati almeno una volta a stagione con un parabordo come bersaglio. La teoria è semplice, l’esecuzione sotto stress no.

Ipotermia: Riconoscerla e Trattarla

Nel Mediterraneo d’inverno, la temperatura dell’acqua scende a 14-16 gradi centigradi. Per chi si interessa di primo soccorso in mare, ecco un punto chiave. A queste temperature, l’ipotermia può insorgere in meno di un’ora. Ma anche d’estate, una persona rimasta a lungo in acqua dopo una caduta può andare in ipotermia, soprattutto di notte, quando la temperatura dell’acqua scende sotto i 22 gradi.

Sintomi progressivi:

  • Fase lieve (35-32 gradi): brividi incontrollabili, mani intorpidite, difficoltà a parlare
  • Fase moderata (32-28 gradi): confusione mentale, sonnolenza, brividi che cessano (segnale di peggioramento)
  • Fase grave (sotto i 28 gradi): perdita di coscienza, battito debole e irregolare

Cosa fare:

  1. Porta la persona al riparo dal vento e dalla pioggia.
  2. Togli tutti gli indumenti bagnati.
  3. Avvolgi nella coperta isotermica con il lato metallico argentato rivolto verso il corpo, questo riflette il calore corporeo verso l’interno.
  4. Se la persona è cosciente, offri bevande calde e zuccherate. Mai alcol, dilata i vasi sanguigni e accelera la dispersione di calore.
  5. Riscalda gradualmente. Non frizionare le estremità, non immergere in acqua calda. Il riscaldamento brusco può causare aritmie cardiache.
  6. Chiama i soccorsi. L’ipotermia moderata e grave richiede assistenza medica.

Ferite e Traumi a Bordo

In barca ci si taglia, ci si contunde, ci si ustiona. Cime che scorrono, winch sotto carico, superfici antiscivolo abrasive, il sole che picchia, le occasioni non mancano.

Ferite e tagli:

  • Lava la ferita con abbondante acqua dolce (mai acqua di mare, che contiene batteri).
  • Disinfetta con clorexidina.
  • Applica garze sterili e fascia con benda elastica. Per tagli profondi, mantieni una pressione diretta costante.
  • Se il sanguinamento non si arresta, applica il laccio emostatico a monte della ferita. Segna l’ora di applicazione sulla fronte della persona con un pennarello, l’informazione è vitale per i soccorritori.

Fratture e lussazioni:

  • Non tentare di riallineare l’osso.
  • Immobilizza l’arto nella posizione in cui si trova, usando stecche SAM Splint modellate o, in emergenza, un remo legato con bende.
  • Applica ghiaccio istantaneo per ridurre il gonfiore.
  • Chiama i soccorsi.

Colpo di Calore e Disidratazione

D’estate in Sicilia, con 35 gradi all’ombra e il riverbero dell’acqua, il colpo di calore è un rischio concreto e spesso sottovalutato. Colpisce soprattutto chi sta al timone per ore senza proteggersi.

Segnali di allarme: pelle arrossata e calda, mal di testa intenso, nausea, confusione, assenza di sudorazione (nella fase avanzata).

Cosa fare:

  1. Porta la persona all’ombra, sotto il tendalino o sottocoperta.
  2. Bagna la pelle con acqua fresca (non gelida) e ventila.
  3. Fai bere acqua a piccoli sorsi, con un pizzico di sale se disponibile.
  4. Applica impacchi freddi su collo, ascelle e inguine.
  5. Se i sintomi non migliorano in 15 minuti, chiama i soccorsi.

Prevenzione: bevi almeno 2 litri d’acqua al giorno per persona (di più se fa caldo), indossa cappello e maglietta, usa crema solare alta protezione, e fai turni al timone.

Punture di Medusa e Tracina

Nelle acque italiane, meduse e tracine sono gli incontri più frequenti, e i più dolorosi.

Medusa:

  • Non grattare la zona colpita. Non usare acqua dolce (fa esplodere le nematocisti residue).
  • Sciacqua con acqua di mare.
  • Rimuovi eventuali tentacoli con una carta rigida (tessera sanitaria, carta di credito), mai a mani nude.
  • Applica gel astringente al cloruro di alluminio (tipo Dopo Puntura) o crema al cortisone.
  • Se la reazione è estesa o la persona ha difficoltà respiratorie, somministra antistaminico orale e chiama i soccorsi.

Tracina (pesce ragno):

  • Il dolore è violento e immediato, di solito al piede.
  • Il veleno è termolabile: si disattiva con il calore. Immergi il piede in acqua calda (40-45 gradi) per 30-60 minuti. L’acqua della pasta che cuoce non va bene, dev’essere calda, non bollente.
  • In alternativa, avvicina una fonte di calore (accendino a distanza di sicurezza, sabbia calda).
  • Disinfetta dopo il trattamento termico.

Come Chiamare i Soccorsi

Quando la situazione supera le tue competenze, devi chiamare aiuto. Ogni minuto conta, e la chiarezza della comunicazione può salvare una vita.

Da cellulare: chiama il 1530 (Guardia Costiera, attivo 24 ore). Funziona ovunque ci sia copertura di rete.

Da radio VHF: trasmetti sul Canale 16 (156.800 MHz), la frequenza internazionale di soccorso.

  • MAYDAY, pericolo grave e imminente per la vita (uomo in mare, incendio, affondamento).
  • PAN PAN, situazione urgente che non mette in pericolo immediato la vita (ferita seria, avaria grave).

Informazioni da comunicare:

  1. Nome e tipo dell’imbarcazione
  2. Posizione GPS esatta (latitudine e longitudine)
  3. Natura dell’emergenza
  4. Numero di persone a bordo
  5. Condizioni del paziente
  6. Tipo di assistenza richiesta

Parla lentamente, scandisci le coordinate, e ripeti. Se non sai usare il VHF, leggi la nostra guida completa alla radio VHF di bordo.

Nota Personale

Preparando questo articolo ho studiato a fondo i protocolli della Guardia Costiera e le linee guida della Croce Rossa per il primo soccorso in ambiente marino. Non sono un medico, e non pretendo di sostituire un corso professionale. Ma credo che ogni persona che sale su una barca debba conoscere almeno queste procedure di base.

La verità è che la maggior parte dei diportisti, me compreso, all’inizio, esce in mare senza aver mai aperto la cassetta di pronto soccorso. Si pensa sempre che certe cose capitino agli altri. Poi un giorno il tuo ospite mette il piede su una tracina a Cala Junco, e ti rendi conto che sapere cosa fare non è un optional.

Investi in un corso di primo soccorso. Controlla il kit prima di ogni uscita. E spera di non doverlo mai usare davvero.


Domande Frequenti

Serve un corso di primo soccorso per andare in barca?

Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato. La Croce Rossa e molte scuole nautiche organizzano corsi specifici di primo soccorso marino della durata di un weekend. È un investimento di tempo che può letteralmente salvare una vita.

Cosa devo avere obbligatoriamente a bordo?

La normativa italiana (D.M. 146/2008) prevede una cassetta di pronto soccorso obbligatoria per la navigazione oltre le 12 miglia. Entro le 12 miglia, il contenuto minimo è ridotto ma comunque richiesto. Ti consiglio di andare oltre il minimo legale, una coperta isotermica in più o un laccio emostatico di qualità possono fare la differenza.

Come funziona esattamente la manovra di Williamson?

La manovra di Williamson ti riporta sul punto esatto di caduta. Accosta di 60 gradi dalla rotta iniziale, poi inverti l’accostata fino a trovarti sulla rotta reciproca (180 gradi opposta). Ti ritroverai sulla stessa linea di rotta, in direzione contraria, puntando dritto verso la persona in acqua. È la manovra raccomandata quando non hai visto il momento esatto della caduta.