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Capitolo 02 · Corso patente D1

Conosci la tua unità

Impara a orientarti anche quando ti giri e collega carico, pescaggio e stabilità. Il limite D1 dello scafo non dice da solo quante persone puoi imbarcare: targhetta, manuale e configurazione reale restano decisivi.

Impara a orientarti anche quando ti giri e collega carico, pescaggio e stabilità. Il limite D1 dello scafo non dice da solo quante persone puoi imbarcare: targhetta, manuale e configurazione reale restano decisivi.

BLOCCO DI STUDIO 02

Conoscere la barca

Alla fine saprai: Orientarsi a bordo, distinguere parti e misure e riconoscere le attrezzature.

«Porta un parabordo a poppa, a dritta». Se è la tua prima volta in barca, questa frase può sembrare più complicata della manovra stessa. In realtà contiene due coordinate semplici: la zona posteriore della barca e il suo lato destro.

In questo capitolo useremo i nomi per fare qualcosa: individuare un punto, capire dove passa l’acqua, leggere una misura e riconoscere le attrezzature. Non serve imparare tutto in una sola lettura. Serve costruire una mappa della barca che rimanga chiara anche quando ti giri o cambi posizione.

Alla fine saprai: orientarti rispetto alla barca; distinguere parti emerse, immerse e interne; leggere lunghezza, larghezza e pescaggio; riconoscere le principali attrezzature di coperta.
Quattro lezioni, quattro tavole, due esempi guidati, un caso finale e 18 esercizi originali. Durata proposta: 45–60 minuti indicativi, secondo il ritmo personale.

Lezione 1 · Il riferimento è la barca

La prua, detta anche prora, è l’estremità anteriore. La poppa è quella posteriore. Per riconoscerle guarda come è costruita l’unità: non scegliere in base al suo spostamento. Quando la barca procede in marcia indietro, la poppa rimane poppa.

Ora immagina di stare a bordo guardando verso prua. Alla tua destra si trova la dritta della barca; alla tua sinistra si trova la sua sinistra, chiamata anche babordo. Se ti volti verso poppa, la tua destra personale cambia rispetto alla barca. I nomi dei suoi lati rimangono gli stessi.

Questo riferimento evita ordini ambigui. «Alla mia destra» dipende da chi parla; «a dritta» individua sempre lo stesso lato dell’unità. Nel linguaggio di bordo puoi incontrare anche tribordo come sinonimo di dritta.

Le zone della barca viste dall’altoPrua in alto, poppa in basso. Il lato sinistro della barca è a sinistra del foglio, la dritta a destra. I masconi sono le porzioni laterali vicine alla prua; i giardinetti quelle vicine alla poppa. PRUAPOPPA Mascone di sinistraMascone di drittaGiardinetto di sinistraGiardinetto di dritta SINISTRAdella barcaDRITTAdella barca Vista dall’alto
Tavola 1. Qui la prua è in alto. Ruotando il disegno cambierebbe la posizione sul foglio, non il nome delle zone.
Masconi, giardinetti e traverso

I masconi sono le porzioni laterali prodieri dello scafo, vicine alla prua. I giardinetti sono le porzioni laterali poppiere. Ci sono quindi un mascone e un giardinetto per ogni lato.

Al traverso indica una direzione laterale perpendicolare all’asse prua-poppa. Un oggetto al traverso di dritta è di fianco alla barca, sul suo lato destro. Il traverso è un riferimento di direzione; non è un altro nome per tutta la murata.

Esempio guidato 1 · Ti sei girato verso poppa

Sei al centro della barca e guardi verso poppa. Ti chiedono di indicare il giardinetto di dritta.

  1. Fissa il riferimento della barca: prua davanti, poppa dietro, indipendentemente da come sei girato.
  2. Cerca la zona laterale vicino alla poppa: il giardinetto.
  3. Scegli la dritta della barca: mentre guardi a poppa, si trova alla tua sinistra personale.

Controllo: girati idealmente verso prua. Quella stessa zona deve risultare sul lato destro della barca.

Errore frequente: scegliere la destra del proprio corpo ogni volta che si sente «dritta». Per correggerlo, prima individua la prua e poi ricostruisci i lati.

Lezione 2 · Il guscio, l’acqua e gli spazi interni

Lo scafo è il guscio strutturale della barca. Nell’assetto considerato, la superficie dell’acqua lo divide in una parte immersa e una emersa. La linea di incontro è la linea di galleggiamento.

La parte immersa si chiama opera viva, o carena. La parte emersa si chiama opera morta. I nomi non indicano quanto una parte sia importante: descrivono la sua posizione rispetto all’acqua.

Quando aumentano carico e immersione, o la barca cambia assetto, cambia anche la linea effettiva di incontro con l’acqua. Non confonderla con una linea dipinta sullo scafo: la vernice rimane nello stesso posto, la barca può immergersi diversamente.

Le murate sono le parti laterali emerse dello scafo. Lo specchio di poppa, nelle unità che lo hanno, è la superficie che chiude posteriormente lo scafo. La sua forma e inclinazione dipendono dal progetto.

Dalla coperta alla sentina

Il ponte di coperta chiude superiormente lo scafo, salvo le aperture previste. Sopra il ponte possono elevarsi sovrastrutture. Una tuga è una sovrastruttura che non occupa tutta la larghezza dell’unità: ai lati rimane spazio di passaggio.

Il pozzetto è uno spazio esterno, spesso ribassato rispetto alla coperta, dove trovano posto persone e, in molte barche, comandi di governo. Un gavone è invece un vano per riporre attrezzature o altri oggetti: non è una zona esterna della poppa.

Le paratie dividono gli spazi interni. Il pagliolato è il piano di calpestio interno, spesso realizzato con pannelli detti paglioli. Più in basso si trova la sentina, nella quale possono raccogliersi liquidi. Sentina, serbatoio dell’acqua e serbatoio del carburante hanno funzioni differenti.

Il locale macchine ospita gli apparati motore interni e i sistemi associati: disposizione e accessibilità cambiano da un’unità all’altra. Il riconoscimento dei componenti e i controlli saranno sviluppati nel capitolo sui motori.

Scafo e spazi interni in sezioneLa linea del galleggiamento separa opera morta emersa e opera viva immersa. Sopra la coperta si vede la tuga. Dentro, il pagliolato si trova sopra la sentina; una paratia divide gli ambienti. Tuga Coperta Opera morta Opera viva Galleggiamento Pagliolato Paratia Sentina Sezione longitudinale semplificata · spazi non in scala
Tavola 2. Le posizioni sono schematiche. Sulla barca reale i vani, i paglioli e gli impianti vanno individuati con chi la conosce.
Tre aperture che non fanno lo stesso lavoro
NomeChe cosa riconosciDifferenza da ricordare
BoccaportoUn’apertura nel ponte che permette il passaggio verso l’interno, con la sua chiusura.Serve all’accesso; non è il nome del vano sottostante.
OmbrinaleUn’apertura per il deflusso dell’acqua dalla coperta o dal pozzetto.È un elemento di drenaggio, non il vano di raccolta della sentina.
Passascafo e presa a mareIl passascafo attraversa lo scafo; una valvola associata può consentire di intercettare il flusso.Il raccordo e la valvola sono componenti distinti del collegamento.

Riconoscere una valvola non significa sapere se debba essere aperta o chiusa in quel momento. Alcune alimentano impianti in uso. La posizione corretta dipende dal circuito e dal manuale dell’unità: la manovra delle valvole si apprende nel capitolo sugli impianti e con l’istruttore.

Errore frequente: chiamare sentina il pavimento della cabina. Si cammina sul pagliolato; la sentina è nello spazio inferiore.

Lezione 3 · Le misure che cambiano le decisioni

Per descrivere una barca non basta dire «è lunga otto metri». Occorre sapere quale misura si sta leggendo. La lunghezza fuori tutto esprime l’ingombro longitudinale massimo secondo il riferimento adottato; la lunghezza al galleggiamento riguarda la linea dell’acqua. Non sono automaticamente uguali. Per misure amministrative e contrattuali conta la definizione indicata nel documento specifico.

Il baglio massimo è la larghezza massima dello scafo. Il pescaggio esprime l’immersione verticale fino al punto più basso considerato: per verificare una profondità utile, devi tener conto delle appendici e della configurazione reale dell’unità. Il bordo libero è la distanza verticale fra galleggiamento e coperta al punto di misura.

Il pescaggio non è la distanza dal fondo del mare. Quella è lo spazio che rimane sotto l’unità, da valutare separatamente. Neppure il bordo libero dice direttamente quanto la barca possa navigare vicino alla costa.

Pescaggio e spazio sotto l’unitàUna barca in sezione ha un’appendice immersa. Il pescaggio è misurato dalla superficie al punto più basso dell’appendice. Lo spazio residuo è fra quel punto e il fondale. Il bordo libero va dal galleggiamento alla coperta. Bordo libero Pescaggio Spazio sottol’unità Ingombro longitudinaleFondaleSuperficie dell’acqua
Tavola 3. Distinguere le tre distanze verticali è più utile che memorizzare tre parole. Schema non in scala.
Esempio guidato 2 · Quanto spazio rimane sotto?

In un esercizio, la profondità reale nel punto è 2,40 m, misurata dalla superficie dell’acqua al fondale. Il pescaggio effettivo della barca nella configurazione considerata è 1,10 m. Assumiamo acqua ferma e dati esatti.

Spazio residuo = 2,40 − 1,10 = 1,30 m.

Abbiamo calcolato una distanza geometrica, non autorizzato un passaggio. Nel caso reale entrano in gioco onde, variazioni del livello, incertezza dei dati, fondo e risposta dell’unità. Inoltre, una quota letta sulla carta o su un ecoscandaglio può avere un riferimento diverso: quel riferimento va verificato prima di sottrarre.

Assi e movimenti

L’asse longitudinale segue la direzione prua-poppa. L’asse trasversale attraversa la barca da un lato all’altro; quello verticale è orientato dall’alto verso il basso.

MovimentoAsse di rotazioneCome riconoscerlo
RollioLongitudinaleLa barca oscilla da un lato all’altro.
BeccheggioTrasversaleLa prua si alza mentre la poppa si abbassa, e viceversa.
ImbardataVerticaleLa prua ruota verso un lato; cambia l’orientamento orizzontale.

Immagina uno spiedo che attraversi prua e poppa: la rotazione attorno a quello spiedo rappresenta il rollio. Se lo spiedo attraversasse le due fiancate, rappresenterebbe il beccheggio. Queste immagini aiutano a ricordare l’asse, senza confondere la direzione del movimento osservato con quella attorno alla quale avviene.

Un primo sguardo alla struttura

La chiglia è l’elemento o la linea strutturale longitudinale inferiore dello scafo, secondo il tipo costruttivo. Le ordinate ne definiscono o sostengono le sezioni trasversali; l’ordinata maestra corrisponde alla sezione maestra. Questa è la sezione trasversale di riferimento più ampia, normalmente nella zona centrale.

Un catamarano ha due scafi. Un battello pneumatico ha tubolari che contribuiscono al galleggiamento; nel RIB, o battello pneumatico a carena rigida, questi si associano a uno scafo rigido. Numero degli scafi, forma della carena e comportamento in navigazione sono caratteristiche diverse: stabilità e planata saranno affrontate nel capitolo 03.

Lezione 4 · Riconoscere le attrezzature di coperta

Quando prepari una manovra devi distinguere ciò che serve a fissare una cima da ciò che protegge o delimita un passaggio. La forma aiuta, ma la funzione e l’idoneità del punto di fissaggio contano di più.

La galloccia presenta tipicamente due estremità sporgenti sulle quali si dà volta a una cima. La bitta è un robusto elemento per assicurare cavi d’ormeggio, presente a bordo o in banchina in forme diverse. I nodi e il modo corretto di impiegarle appartengono al capitolo 07.

La battagliola è una protezione perimetrale formata, in molte unità, da sostegni verticali chiamati candelieri e collegamenti orizzontali chiamati draglie. Il pulpito è una protezione rigida nelle zone estreme, tipicamente a prua; una struttura analoga può essere presente a poppa. Non scambiare automaticamente questi elementi con punti di ormeggio o di sollevamento.

Tre attrezzature di coperta a confrontoUna galloccia a due corna, una bitta a colonnetta e un tratto di battagliola con due sostegni verticali e due draglie orizzontali. GallocciaDue estremità sporgenti BittaEsempio a colonnetta BattagliolaCandelieri + draglieForme semplificate · il punto di ormeggio deve essere idoneo al carico
Tavola 4. Riconoscimento delle funzioni. Il disegno non mostra come dare volta alle cime o dimensionare i carichi.
Altri nomi che incontrerai
TermineSignificato operativo
Cima e sagolaCima è il nome usuale del cavo tessile di bordo; sagola indica una cima di piccolo diametro.
ParabordoElemento di protezione fra la barca e un’altra superficie, da predisporre nella posizione adatta.
MusoneFerramenta a prua che sostiene o guida l’ancora e la sua linea, secondo l’allestimento.
Fly / flying bridgePonte superiore con una postazione di governo aggiuntiva, nelle unità predisposte.
Pala del timoneSuperficie sulla quale l’acqua esercita la forza che contribuisce al governo.
Asse e losca del timoneL’asse collega la pala al comando; la losca è il passaggio strutturale dell’asse attraverso lo scafo, nelle configurazioni che lo prevedono.
Dritto di poppaElemento strutturale della zona poppiera al quale può essere incernierato un timone esterno, secondo la costruzione.

Non tutte le barche hanno un timone separato: un fuoribordo orientabile governa indirizzando la spinta. Qui impariamo a riconoscere le parti. Il loro effetto sui movimenti, compreso quello dell’elica, viene spiegato nel capitolo 06.

Una ricognizione prima di partire

Con la barca ferma e sotto la guida dell’istruttore, indica prua, poppa e lati; individua due punti d’ormeggio e i parabordi; riconosci accesso alla sentina, gavoni e aperture. Descrivi dove sono, usando le parole appena imparate. Limitati all’osservazione finché non ti viene spiegato come usare i dispositivi.

Il caso finale · Preparare un arrivo

La barca è ancora ferma. L’istruttore sta preparando un successivo ormeggio con il lato di dritta accostato alla banchina. Tu guardi verso poppa e senti: «Prendi il parabordo nel gavone di prua e portalo al giardinetto di dritta. Poi indicami la galloccia di quella zona».

Prima di muoverti, descrivi: dove si trova il gavone rispetto alla barca; quale zona devi raggiungere; da quale lato del tuo corpo si trova mentre guardi a poppa; quale attrezzatura devi riconoscere. L’altezza e il fissaggio del parabordo saranno decisi dall’istruttore.

Confronta il tuo ragionamento

Il gavone è un vano nella zona anteriore. Il giardinetto è nella zona laterale posteriore, qui sul lato destro dell’unità. Guardando a poppa, quella zona è alla tua sinistra personale. La galloccia è il punto con due estremità sporgenti; non è il candeliere della battagliola.

Mettiti alla prova

Questi esercizi sono originali e formativi. Non riproducono il testo delle domande ministeriali. Rispondi prima di aprire le soluzioni; per le risposte aperte conta la precisione del concetto.

01 · Sei rivolto verso poppa. La dritta della barca si trova…
  1. alla tua destra personale.
  2. alla tua sinistra personale.
  3. sul lato indicato dal vento.
02 · La barca procede in marcia indietro. Quale affermazione rimane corretta?
  1. La poppa diventa la prua.
  2. Dritta e sinistra si scambiano.
  3. Prua, poppa e lati conservano il proprio nome.
03 · Un oggetto è vicino alla parte laterale anteriore sinistra dello scafo. Quale zona descrivi?
  1. Mascone di sinistra.
  2. Giardinetto di sinistra.
  3. Specchio di poppa.
04 · Descrivi con parole tue che cosa significa «al traverso di dritta».

Scrivi la tua risposta prima di consultare il commento.

05 · La parte dello scafo sotto la linea effettiva dell’acqua è…
  1. opera morta.
  2. opera viva.
  3. bordo libero.
06 · Una barca viene caricata e si immerge di più, senza cambiamenti di forma. La linea dipinta e quella effettiva dell’acqua devono coincidere?

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07 · Stai camminando sul pavimento della cabina. Sotto alcuni pannelli si trova lo spazio più basso interno. Indica i due nomi.

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08 · Quale associazione è corretta?
  1. Gavone → deflusso dell’acqua.
  2. Ombrinale → deflusso da coperta o pozzetto.
  3. Paratia → superficie esterna di poppa.
09 · Una tuga occupa necessariamente tutta la larghezza della barca?

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10 · Dati didattici: profondità reale 3,20 m, pescaggio effettivo 1,35 m, acqua ferma. Calcola lo spazio geometrico sotto l’unità.

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11 · La distanza verticale fra galleggiamento e coperta, al punto considerato, è…
  1. il bordo libero.
  2. il baglio massimo.
  3. lo spazio sotto la chiglia.
12 · La barca oscilla da una fiancata all’altra. Movimento e asse sono…
  1. beccheggio, asse verticale.
  2. rollio, asse longitudinale.
  3. imbardata, asse trasversale.
13 · Quale struttura costituisce un vano o separa ambienti interni?
  1. Paratia.
  2. Draglia.
  3. Musone.
14 · Una protezione perimetrale ha sostegni verticali e collegamenti orizzontali. Come si chiamano?

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15 · Devi riconoscere una galloccia. Quale descrizione scegli?
  1. Un foro per il passaggio dell’asse del timone.
  2. Un elemento con due estremità sporgenti per dare volta a una cima.
  3. Un vano dove riporre attrezzatura.
16 · Passascafo e valvola della presa a mare sono la stessa componente?

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17 · Quale caratteristica identifica un catamarano?
  1. Due scafi.
  2. Due motori necessariamente.
  3. Un ponte superiore con seconda timoneria.
18 · Una scheda riporta solo «lunghezza 8,00 m». È sufficiente per stabilire ogni ingombro e ogni requisito amministrativo?

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Soluzioni commentate

La risposta giusta deve poter essere spiegata. Se hai scelto correttamente ma non sai dire perché le altre alternative non funzionano, riprendi la lezione corrispondente.

01 · B

I lati si definiscono guardando verso prua. Guardando dalla parte opposta, la tua sinistra coincide con la dritta della barca. Il vento non definisce i lati.

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02 · C

I nomi descrivono la geometria dell’unità, non il verso istantaneo dello spostamento. Le prime due alternative confondono moto e struttura.

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03 · A

Mascone indica la zona laterale prodiera. Il giardinetto è poppiero; lo specchio chiude la parte posteriore.

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04 · Risposta aperta

Una direzione di fianco alla barca, verso il suo lato destro e perpendicolare all’asse prua-poppa. Non basta dire «vicino alla poppa».

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05 · B

Opera viva significa parte immersa. Opera morta è emersa; bordo libero è una distanza, non una parte sommersa.

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06 · Risposta aperta

No. La linea dipinta rimane sullo scafo; l’intersezione reale fra superficie dell’acqua e scafo dipende dall’immersione e dall’assetto.

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07 · Risposta aperta

Si cammina sul pagliolato, composto da paglioli; sotto si trova la sentina. Il pozzetto è uno spazio esterno, il gavone è un vano di stivaggio.

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08 · B

L’ombrinale è un’apertura di drenaggio. Il gavone è un vano e la paratia suddivide gli spazi interni.

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09 · Risposta aperta

No. La tuga è una sovrastruttura che lascia passaggi laterali, senza estendersi per l’intera larghezza dell’unità. Il ponte sottostante è la coperta.

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10 · 1,85 m

3,20 − 1,35 = 1,85 m. Il risultato non è il pescaggio e non dimostra da solo che il passaggio sia sicuro.

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11 · A

Bordo libero è una distanza verticale sopra il galleggiamento. Baglio massimo è una larghezza. Lo spazio sotto l’unità si misura verso il fondale.

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12 · B

Il rollio avviene attorno all’asse prua-poppa. Il beccheggio riguarda l’asse trasversale; l’imbardata quello verticale.

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13 · A

La paratia divide gli spazi. La draglia è un elemento della battagliola; il musone è attrezzatura a prua per l’ancora o la sua linea.

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14 · Risposta aperta

Candelieri e draglie; insieme formano la battagliola nella configurazione descritta. Non sono automaticamente idonei a sostenere carichi d’ormeggio.

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15 · B

La galloccia serve alle cime. Il passaggio dell’asse è la losca; il vano di stivaggio è un gavone.

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16 · Risposta aperta

No. Il passascafo è il raccordo che attraversa lo scafo; la valvola associata permette di intercettare il flusso. La distinzione non indica quale posizione debba avere in un circuito in uso.

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17 · A

Il numero di scafi. Il numero di motori non è la definizione; il ponte superiore con postazione aggiuntiva è il fly.

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18 · Risposta aperta

No. Devi conoscere la definizione usata e leggere i dati pertinenti al caso: lunghezza dello scafo, fuori tutto, al galleggiamento o altra misura prescritta. Un numero senza riferimento non basta.

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Se hai sbagliato, riparti da qui
EserciziRipasso mirato
01–04Lezione 1: ricostruisci prua, poppa e lati usando un oggetto sul tavolo come barca.
05–09, 13Lezione 2: descrivi a voce cosa si trova sopra l’acqua, sotto l’acqua e dentro lo scafo.
10–12, 17–18Lezione 3: indica riferimento, unità e significato di ogni misura; disegna gli assi.
14–16Lezione 4 e tabella delle aperture: collega ciascun oggetto a una sola funzione precisa.
Prima di passare al capitolo 03

Devi riuscire a orientarti anche guardando verso poppa, distinguere pescaggio e spazio sotto l’unità, riconoscere la sentina e spiegare perché una galloccia non è un candeliere. Il prossimo capitolo userà queste parole per capire galleggiamento, carico e stabilità.

BLOCCO DI STUDIO 03

Galleggiamento, carico e stabilità

Alla fine saprai: Collegare peso, immersione e distribuzione dei carichi alle decisioni a bordo.

Quattro persone si spostano sullo stesso lato per guardare un delfino. La barca si inclina, un’apertura si avvicina all’acqua e una borsa scivola. Lo scafo è lo stesso di un minuto prima: sono cambiati posizione dei pesi e margini disponibili. In questo capitolo impari a leggere questi cambiamenti senza confondere una spiegazione qualitativa con un calcolo di stabilità certificato.

Lezione 1. Perché una barca galleggia

Un corpo immerso riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato. In galleggiamento statico, il peso dell’unità è bilanciato dalla spinta idrostatica. Il dislocamento è il peso dell’acqua spostata e, in tale equilibrio, corrisponde al peso totale della barca con tutto ciò che porta. Non è la capacità del serbatoio e non è la stazza: la stazza esprime una misura convenzionale della dimensione volumetrica amministrativa.

Aggiungere persone e bagagli aumenta il peso. Per bilanciarlo occorre spostare più acqua, quindi normalmente aumenta l’immersione. La forma dello scafo determina quanto cambia il pescaggio per un dato peso: non esiste una conversione universale «una persona uguale un centimetro». L’acqua salata è più densa di quella dolce; a parità di peso la barca deve spostarne un volume leggermente minore.

Le riserve di galleggiamento sono volumi che possono contribuire quando aumenta l’immersione, purché mantengano la loro funzione. Un vano che si allaga o un’apertura lasciata esposta non può essere considerato una protezione immutabile. Integrità, chiusure e drenaggi sono parte del comportamento della barca.

Il peso cambia posizioneDue sezioni schematiche con lo stesso carico collocato in basso o in alto. Alzarlo innalza il baricentro complessivo; non è un calcolo di stabilità.Peso fissato in bassoStessa massa; diversa posizione di GStesso peso in altoStessa massa; diversa posizione di G
Il peso cambia posizione. Due sezioni schematiche con lo stesso carico collocato in basso o in alto. Alzarlo innalza il baricentro complessivo; non è un calcolo di stabilità.

Lezione 2. Baricentro e azione raddrizzante

Il baricentro G rappresenta il punto di applicazione del peso complessivo. Il centro di carena B è il centro del volume immerso, al quale si riferisce la spinta. Se la barca si inclina, cambia la forma della parte immersa e B si sposta. Peso e spinta possono formare una coppia che tende a raddrizzare oppure ad aumentare l’inclinazione.

Per piccoli angoli si usa il metacentro M: la posizione relativa di M e G aiuta a descrivere la stabilità iniziale. Con M sopra G si ha altezza metacentrica positiva, nel modello iniziale; ciò non garantisce che la barca recuperi da qualunque angolo. A inclinazioni elevate contano forma, volumi, aperture e curva dei bracci raddrizzanti. Non trasformare il disegno di G e M in un’autorizzazione al sovraccarico.

Alzare un peso alza il baricentro totale; spostarlo lateralmente lo sposta verso quel lato. Per questo bagagli pesanti fissati in basso e distribuiti secondo il manuale sono in genere preferibili a una pila sul tetto. Sulle unità con zavorra, la posizione della zavorra concorre alla stabilità; nei multiscafi è importante anche la distanza fra gli scafi. Nessuno dei due sistemi elimina il rischio di capovolgimento.

Superficie libera: il carico si muoveSchema qualitativo: un liquido non vincolato può spostarsi quando cambia inclinazione dello scafo, aggravando la perdita di stabilità. Geometria non in scala.Liquido liberoScafo inclinatoIl liquido si sposta verso il lato basso
Superficie libera: il carico si muove. Schema qualitativo: un liquido non vincolato può spostarsi quando cambia inclinazione dello scafo, aggravando la perdita di stabilità. Geometria non in scala.

Lezione 3. Carico, assetto e forma della carena

Assetto longitudinale significa relazione fra immersione prodiera e poppiera. Troppo carico a poppa può aumentare l’immersione dello specchio, ridurre la visuale in accelerazione e peggiorare il comportamento. Troppo carico a prua può favorire l’ingavonamento e rendere critica l’incontro con le onde. Il rimedio non è ordinare a tutti di correre dall’altra parte: organizza pesi e posti prima della partenza e modifica la disposizione con gradualità.

Una carena dislocante trova sostegno prevalentemente nella spinta idrostatica. Una carena planante, a velocità e assetto adeguati, riceve un contributo dinamico importante e modifica superficie bagnata e resistenza. «Planante» non significa che voli fuori dall’acqua. Forme a V, sezioni tonde e spigoli influenzano il comportamento, ma una singola etichetta geometrica non descrive tutte le prestazioni.

Leggi targhetta e manuale: numero massimo di persone e carico massimo sono vincoli distinti. Rispettare il numero non basta se bagagli, attrezzature e liquidi fanno superare il carico previsto. La categoria di progettazione CE descrive condizioni ambientali di progetto; non è la categoria della patente e non impone di navigare fino al suo limite.

Lezione 4. L’acqua libera peggiora la situazione

L’acqua che entra in un compartimento aggiunge peso. Se può muoversi liberamente da un lato all’altro, produce anche un effetto destabilizzante: quando la barca inclina, il liquido si sposta verso il lato basso. Questo effetto di superficie libera è rilevante in sentine allagate e serbatoi parzialmente pieni; forma, larghezza e compartimentazione ne modificano l’entità.

Una pompa efficiente è utile, ma non sostituisce l’identificazione della via d’acqua. Controlla passascafi, manicotti, prese a mare e chiusure secondo l’impianto; se trovi un ingresso incontrollato, attiva le priorità d’emergenza. Non aspettare che la barca sia visibilmente più bassa per prendere sul serio un allarme di sentina.

Lo sbandamento causato da vento o distribuzione dei pesi e il rollio oscillatorio non sono la stessa cosa. Entrambi possono mettere un’apertura vicina all’acqua. Prevenzione significa chiudere ciò che deve essere chiuso, tenere liberi gli ombrinali, fissare gli oggetti e istruire le persone a non concentrarsi improvvisamente su una murata.

Riferimento: categorie di progettazione

Condizioni di progetto secondo direttiva 2013/53/UE: non limiti consigliati per l’uscita di un principiante.
Categoria CEVento BeaufortAltezza significativa
APuò superare 8Può superare 4 m, escluse circostanze anomale ed estreme definite
BFino a 8Fino a 4 m
CFino a 6Fino a 2 m
DFino a 4Fino a 0,3 m; onde occasionali fino a 0,5 m

Verifica · 10 esercizi originali

Rispondi prima di aprire il commento. Le domande sono formative e non riproducono il listato ministeriale.

01 · In equilibrio statico, che relazione c’è fra peso e spinta?
Soluzione e motivo

Hanno uguale intensità e verso opposto. Aggiungere peso richiede maggiore volume immerso per ottenere la spinta corrispondente.

02 · Dislocamento e stazza sono sinonimi?
Soluzione e motivo

No. Il primo riguarda il peso dell’acqua spostata; la seconda è una misura convenzionale legata al volume.

03 · Un bagaglio spostato in alto cambia il peso totale?
Soluzione e motivo

No, ma alza il baricentro e può ridurre i margini di stabilità.

04 · Con M sopra G la barca è impossibile da rovesciare?
Soluzione e motivo

No. Il criterio descrive la stabilità iniziale per piccoli angoli; non garantisce il comportamento a grandi inclinazioni.

05 · Perché un serbatoio parzialmente pieno può peggiorare la stabilità?
Soluzione e motivo

Il liquido libero può spostarsi verso il lato basso. Entità dell’effetto e mitigazioni dipendono dalla geometria e dalla compartimentazione.

06 · Cinque persone rispettano il limite di sei: basta per partire?
Soluzione e motivo

No. Si devono verificare anche carico, distribuzione, condizioni e tutti gli altri limiti.

07 · In acqua dolce l’immersione cambia rispetto a quella salata?
Soluzione e motivo

A parità di peso aumenta generalmente un poco, perché l’acqua dolce è meno densa e serve spostarne più volume.

08 · La planata elimina l’acqua sotto lo scafo?
Soluzione e motivo

No. Il sostegno dinamico aumenta e cambia la superficie bagnata, ma lo scafo continua a interagire con l’acqua.

09 · L’acqua in sentina è solo un aumento di peso?
Soluzione e motivo

No. Può anche produrre superficie libera e indicare una via d’acqua non controllata.

10 · Qual è il primo significato di «500 kg» sulla targhetta dell’esercizio?
Soluzione e motivo

Un vincolo da leggere con le definizioni del manuale, non un permesso indipendente dal numero di persone o dallo stato del mare.