
Dove ancorare alle Eolie: rade, ridossi e tenuta del fondo vento per vento
Sono le sei di sera, hai l'itinerario in mano e il bollettino gira a maestrale per la notte: la domanda vera non è quale isola sia più bella, è dove ancorare alle Eolie con il vento che avrai fra sei ore. L'arcipelago è generoso di rade e avaro di ripari veri. Il portolano Bolina Blu lo scrive senza giri di parole: i fondali decrescono molto velocemente verso il largo e non esistono porti davvero sicuri alle Eolie in caso di vento forte.
Le isole e i paesi li abbiamo raccontati nell'itinerario completo delle Eolie. Qui restano tre cose: da quali venti ripara ogni rada, che fondo trovi sotto la chiglia e quali divieti valgono in quello specchio d'acqua.
Dove ancorare alle Eolie: la sequenza in quattro mosse
Chi sbaglia rada quasi sempre ha guardato il vento che c'è, non quello che arriva. La sequenza che funziona è questa.
- Parti dal vento previsto a dodici ore. Le brezze termali coprono il flusso sinottico fino al tramonto, e la rada che a mezzogiorno sembra perfetta può essere un catino di risacca alle tre di notte.
- Scegli il lato dell'isola, poi la rada. Su coni vulcanici il ridosso lo fa l'orografia: il versante sottovento di una montagna di seicento metri lavora meglio di qualsiasi insenatura esposta.
- Chiedi al fondo, non alla vista. Sabbia compatta, sabbia grossolana, pomice, alga e roccia hanno tenute diverse a parità di acqua turchese.
- Verifica il vincolo prima di filare catena. Distanze di legge, tratti interdetti per caduta massi e praterie di Posidonia esistono anche dove nessuno te li segnala a voce. È il punto che sorprende di più, quindi va per intero prima delle isole.
La regola che nessuna rada eoliana cancella
L'ordinanza di sicurezza balneare dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari, la n. 42 del 3 giugno 2025, all'articolo 8 vieta transito, sosta, ormeggio e ancoraggio a meno di 300 metri dalla costa e a meno di 200 metri dalle coste a picco. C'è un comma che quasi nessuno cita: chi sosta vicino al limite deve impedire che vento e corrente lo facciano finire dentro l'area vietata. Tradotto, lo scarroccio notturno è un tuo problema legale, non solo pratico.
Poi c'è il rischio geologico, che alle Eolie non è teoria. L'ordinanza n. 49/2010 dello stesso ufficio vieta sosta e permanenza entro 100 metri dal ciglio e dal piede delle scogliere a picco, con un elenco nominativo isola per isola: Punta della Castagna e Acquacalda a Lipari, Gelso e Cala Rossa a Vulcano, gli isolotti di Basiluzzo, Lisca Bianca e Dattilo a Panarea, la Sciara del Fuoco a Stromboli, la Grotta del Bue Marino e lo Scoglio La Canna a Filicudi, il versante di ponente di Alicudi, Pollara verso ovest. Quel documento ha quindici anni: controlla nell'elenco ordinanze della Guardia Costiera la versione in vigore per la stagione.
Infine il fondale protetto, ed è qui che casca chi ragiona per sentito dire. Alle Eolie non esiste un'Area Marina Protetta istituita, e molti ne deducono che la Posidonia sia un problema di altri. Non è così: l'arcipelago è coperto dalla Zona Speciale di Conservazione ITA030041 "Fondali dell'Arcipelago delle Isole Eolie", 33.096 ettari interamente marini, designata con Decreto Ministeriale del 26 febbraio 2020 in Gazzetta Ufficiale n. 122 del 13 maggio 2020, con 3.998,3 ettari di habitat 1120, le praterie di Posidonia oceanica. Una ZSC è un sito protetto a tutti gli effetti: il quadro sanzionatorio descritto in ancorare sulla Posidonia con la legge 2026 vale anche qui, senza bisogno di alcuna AMP.
Vulcano: il ridosso si sceglie girando l'istmo
Vulcano ha il vantaggio raro di due rade schiena contro schiena, divise da poche centinaia di metri di istmo: con vento contrario ti sposti in venti minuti.
Porto di Levante è ridossato da ponente, libeccio e maestrale, ed è completamente esposto a levante, grecale e scirocco, che Bolina Blu definisce senza attenuanti pericolosi. Fondo di sabbia, con l'indicazione di dare fondo sui 4-6 metri perché i fondali calano rapidamente verso il largo. L'acqua è torbida per le sorgenti sulfuree: qui l'ecoscandaglio conta più della maschera.
Porto di Ponente, dall'altra parte dell'istmo, offre buon riparo con grecale, levante, scirocco e ostro moderati, ed è completamente aperto a ponente. Profondità di 12-15 metri all'ingresso che degradano verso riva, con ancoraggio consigliato sui 5-7 metri. Attenzione a una fama diffusa: la sabbia nera vulcanica viene descritta ovunque come tenitore eccezionale, mentre il portolano la classifica come sabbia a grana grossa dove "l'ancora non sempre agguanta profondamente". A fine giornata conviene assumere la seconda lettura e ricontrollare la presa in retromarcia. Sul versante sud dell'isola, Gelso offre 6-8 metri su alga e sabbia.
Lipari: Pignataro è il piano B di tutto l'arcipelago
Se una notte va storta, la risposta dell'arcipelago si chiama Porto Rifugio di Pignataro: il portolano lo indica come il rifugio più sicuro delle Eolie, ben riparato dai settori da maestrale a grecale, con pontili privati, acqua, energia e carburante nelle vicinanze. Il limite lo conosce chi ci ha passato uno scirocco: con vento da sud-est entra risacca.
Canneto ha sabbia grossolana con tenuta modesta quando il vento rinforza, ripara dai settori occidentali fino a mezzogiorno e offre un discreto ridosso da scirocco sotto il promontorio di Monterosa. Le Cave di Pomice verso Porticello sono lo scenario più fotografato dell'isola, con sabbia chiara di pomice su 6-7 metri a sud-est del pontile commerciale: il portolano segnala tenuta scarsa e risacca. Bello per il bagno di mezzogiorno, mediocre per la notte.
Acquacalda, sulla costa nord, chiede di restare oltre i 250 metri da riva dove i fondali superano i 10 metri, su sabbia di tenuta modesta: ridossata da libeccio e ostro moderati, esposta al maestrale.
Salina: Santa Marina, Rinella e la trappola di Pollara
Santa Marina Salina è ridossata da ponente, tramontana e maestrale ed esposta a libeccio, levante, scirocco e grecale. In rada il fondo è irregolare, sabbia alternata ad alga e roccia sui 6-8 metri: l'ancora va posata scegliendo la chiazza chiara, non a caso. In estate l'accesso è limitato dopo le 18 per i traghetti.
Rinella, sul versante sud-occidentale, ha un campo boe a est del pontile ed è ridossata da maestrale, tramontana, grecale e levante, parzialmente da ponente. Fondo irregolare tra roccia e alga, con una secca rocciosa 200 metri a ovest del pontile da tenere a mente di notte.
Pollara è la cartolina, ed è la rada che merita più prudenza. Il portolano indica 8-10 metri su alga e roccia, consiglia di filare un grippiale per recuperare l'ancora incattivita e la classifica come ancoraggio di sola bella stagione, con secche intorno al faraglione. Aggiungi che l'ordinanza 49/2010 elenca il tratto da Pollara verso ovest tra le zone interdette per caduta massi, e il conto torna: Pollara si guarda al tramonto, si dorme altrove.
Panarea: sabbia buona dentro un dedalo di divieti
Il seno occidentale di Cala Milazzese offre 5-8 metri su sabbia con riparo da ponente, tramontana e maestrale: è l'ancoraggio più frequentato dell'isola, con lo sbarco del tender reso scomodo dall'onda dei traghetti. Il seno orientale ha un campo boe con assistenza ed è aperto a ostro, scirocco, levante e grecale.
Cala Junco appare in ogni fotografia dell'arcipelago, e va detto chiaramente: ingresso e ancoraggio sono vietati, si resta fuori dalla cala. A Lisca Bianca si ancora su circa 5 metri di fondo con alga, con buon riparo da grecale e un passaggio stretto di 3-4 metri tra gli isolotti. L'Ansa della Nave dà 7-9 metri di sabbia con lastroni di roccia ed è completamente esposta ai flussi settentrionali.
Per le boe il riferimento resta il gestore locale, con ormeggio entro le 20:00. In agosto quelle delle calette migliori finiscono entro le dieci del mattino.
Un dato nuovo sul tratto che tutti percorrono tra Panarea e Basiluzzo: a circa un miglio a nord-est dell'isola, tra 60 e 80 metri di fondo, INGV e Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno individuato un cratere sottomarino di circa 100 metri per 60, con camini idrotermali attivi ed emissioni di gas dal fondale, osservati con un ROV nel luglio 2026 e annunciati dall'INGV con un comunicato del 5 agosto 2026. Il comunicato non parla di eruzione e non segnala alcun pericolo: è un dato di monitoraggio. Per gli ancoraggi elencati qui sopra, tutti costieri e su 5-9 metri, non cambia nulla, e a quelle profondità nessuno dà fondo. Cambia la misura del sistema, già noto dal 2015 con il campo Smoking Land a sud di Basiluzzo, oltre 200 camini alti fino a quattro metri: il vulcano sotto la chiglia è più esteso di quanto si pensasse, e l'area è sotto monitoraggio. È una ragione in più per prendere sul serio l'ordinanza sul rischio geologico citata più sopra.
Stromboli: boe a nord, e la Sciara si guarda in navigazione
A Stromboli l'ancoraggio libero è la peggiore delle tre opzioni. Ficogrande ha fondo di sabbia e ghiaia che il portolano definisce scarso tenitore, chiede di stare oltre i 250 metri dalla spiaggia ed è talmente esposto da imporre sempre qualcuno a bordo pronto a manovrare.
L'alternativa sensata sono i campi boa a nord-est: Marina del Gabbiano, presso Punta Lena, dichiara 14 boe per unità da 6 a 18 metri, contatto in VHF sul canale 09 e un corridoio di lancio dedicato, con un secondo campo più piccolo subito a nord. La banchina di Scari è riservata a traghetti e aliscafi, e ricorda perché le ordinanze vanno lette e non ricordate: dopo il ciclone Harry del gennaio 2026 l'ordinanza n. 03/2026 dell'UCM di Lipari vi ha imposto una sola unità alla volta e solo navi di linea.
La Sciara del Fuoco rientra tra i tratti interdetti dall'ordinanza 49/2010: lo spettacolo si guarda in navigazione, alla distanza prescritta, non alla fonda sotto la colata.
Filicudi e Alicudi: boe dove ci sono, bel tempo sempre
Filicudi Porto ha un campo boe del centro nautico locale, contattabile in VHF sul canale 72, ed è ridossato solo dal libeccio. Pecorini a Mare offre due campi boa, con fondo roccioso vicino al pontile. Il Filo di Lorani dà 12 metri su alga con qualche roccia e regge solo brezze moderate da tramontana. Alla Grotta del Bue Marino navigazione e sosta sono vietate a meno di 100 metri.
Alicudi ha un solo ancoraggio, Scalo Palomba, sul versante est-sud-est davanti al borgo: circa 10 metri restando vicino a riva, su fondo di pietre rotonde con qualche macchia di sabbia. Il portolano è netto: utilizzabile solo con ottime condizioni meteomarine, con qualcuno sempre pronto a manovrare, e la notte è difficile, impossibile se il tempo non è buono. Trattala come una gita in giornata da Filicudi.
Vento per vento: la tabella delle sei di sera
| Vento previsto | Prima scelta | Alternativa | Da evitare |
|---|---|---|---|
| Maestrale (NW) | Pignataro (Lipari) | Vulcano Porto di Levante, Santa Marina Salina | Acquacalda, Pollara, Ficogrande |
| Tramontana (N) | Pignataro | Rinella (Salina), Cala Milazzese seno ovest | Ansa della Nave, Scalo Palomba |
| Grecale (NE) | Pignataro | Rinella, Lisca Bianca | Vulcano Porto di Levante, Santa Marina |
| Levante (E) | Vulcano Porto di Ponente | Rinella | Porto di Levante, Cave di Pomice |
| Scirocco (SE) | Vulcano Porto di Ponente | Canneto presso Monterosa | Pignataro, Porto di Levante, Santa Marina |
| Ostro (S) | Vulcano Porto di Ponente | Acquacalda (Lipari) | Cala Milazzese seno est, Scalo Palomba |
| Libeccio (SW) | Vulcano Porto di Levante | Acquacalda, Filicudi Porto | Porto di Ponente, Santa Marina |
| Ponente (W) | Vulcano Porto di Levante | Rinella (parziale) | Porto di Ponente, Pollara |
La tabella riassume i ridossi dichiarati dal portolano, non una garanzia: oltre i 20 nodi stabili la scelta giusta smette di essere una rada e diventa un pontile.
Quando non restare in rada
Tre segnali fanno cambiare programma senza discussione. Il vento previsto oltre i 20-25 nodi da un settore che la tua rada non copre, perché qui il ridosso è quasi sempre parziale e mezzo ridosso di notte non basta. L'onda lunga dai settori occidentali, che entra prima del vento e col cielo ancora sereno. Il temporale di calore serale, con la raffica in discesa dai coni: i segnali da leggere in cielo li trovi nei 10 elementi del meteo costiero.
In tutti e tre i casi la mossa è la stessa, e va fatta con la luce: rotta su Pignataro o su un campo boe con assistenza, e accosto con calma invece che a mezzanotte con 30 nodi. Se l'ormeggio ti mette ansia, la sequenza è quella dell'ormeggio in banchina; il fondo di ogni rada, invece, va cercato su un portolano aggiornato come Pagine Azzurre.
Nota Personale
La tesi di questa pagina è impopolare tra chi vende crociere: alle Eolie l'ancoraggio non è un diritto acquisito, è una finestra meteorologica. Le rade migliori sono quasi tutte ancoraggi di bella stagione, il fondo tiene meno di quanto promettano le fotografie, e il vincolo giuridico è più stretto di quanto suggerisca l'assenza di un'AMP. La ZSC ITA030041 è lì dal 2020 con quasi quattromila ettari di Posidonia dentro, e nessuno te la nomina alla consegna della barca.
Da qui discende una cosa pratica: il piano eoliano non si costruisce sulle isole da vedere, si costruisce sulle notti da dormire. Sette giorni con due o tre nottate su boa o in porto rifugio valgono più di sette rade diverse, e chi torna raccontando che è andato tutto liscio quasi sempre ha solo cambiato rada in tempo.
Domande Frequenti
Serve la boa o posso ancorare libero alle Eolie?
Non c'è un'AMP che imponga la boa, quindi l'ancoraggio libero resta possibile dove non vige un divieto specifico. Cambia il fondale: l'arcipelago ricade nella ZSC ITA030041, con quasi 4.000 ettari di prateria, e su Posidonia l'ancora non si cala. Dove la boa esiste, e a Panarea, Stromboli, Filicudi e Rinella esiste, resta la scelta più semplice.
Qual è la rada più sicura delle Eolie con vento forte?
Il portolano indica il Porto Rifugio di Pignataro, a Lipari, come il riparo più affidabile dell'arcipelago, protetto dai settori da maestrale a grecale. Con scirocco entra risacca, quindi non vale per tutti i venti: alle Eolie non esistono porti davvero sicuri con vento forte, solo ripari migliori di altri.
A che distanza dalla costa posso dare fondo?
L'ordinanza di sicurezza balneare dell'UCM di Lipari vieta ancoraggio e sosta a meno di 300 metri dalla costa e a meno di 200 metri dalle coste a picco, e chiede a chi sta vicino al limite di impedire che vento e corrente lo portino dentro l'area vietata. Vanno sommati i tratti interdetti entro 100 metri dalle falesie elencate nell'ordinanza 49/2010.
Il fondo di sabbia nera di Vulcano tiene davvero bene?
Ha ottima fama, ma il portolano descrive la sabbia di Porto di Ponente come a grana grossa, dove l'ancora non sempre agguanta profondamente, e consiglia di dare fondo sui 5-7 metri. Meglio la lettura prudente: più calumo e presa verificata in retromarcia.
Posso passare la notte a Pollara o a Cala Junco?
A Cala Junco no: ingresso e ancoraggio sono vietati. Pollara è un ancoraggio di sola bella stagione, su alga e roccia sugli 8-10 metri, con secche intorno al faraglione e un tratto di costa interdetto per caduta massi. Entrambe si visitano di giorno.
Prima della prossima traversata, apri l'elenco ordinanze dell'UCM di Lipari e leggi quella della stagione: venti minuti che valgono più di qualsiasi consiglio raccolto in banchina. Buon vento.
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