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Capitolo 29 · Corso patente entro 12 miglia

Carteggio entro 12 miglia: la prova del carburante

Affrontare i cinque quesiti della prova di carteggio leggendo la carta e separando consumo, autonomia e riserva.

Alla fine saprai: Affrontare i cinque quesiti della prova di carteggio leggendo la carta e separando consumo, autonomia e riserva.

La prova di carteggio entro le 12 miglia non chiede una traversata: chiede di leggere una carta, misurare quello che serve e far tornare i conti del carburante. È una prova corta, con un tempo stretto, e si vince con il metodo più che con la memoria. Il capitolo 24 ti ha dato tempo, spazio e velocità; il capitolo 05 consumi e autonomia; qui i due discorsi si incontrano sul tavolo da carteggio, con il righello in mano.

Lezione 1. Cos’è la prova, la carta 5D e cosa ti danno

Per la patente entro 12 miglia il DM 323/2021 prevede una prova sugli elementi di carteggio nautico: 5 quesiti in 20 minuti, con almeno 4 risposte corrette. Non compensa e non viene compensata: il quiz base ha la sua soglia, la pratica la sua. I quesiti nascono da un unico esercizio, cioè da un breve scenario con i suoi dati; rispondere al primo quesito con il dato sbagliato tende quindi a trascinare anche i successivi.

Si lavora su una carta didattica di esercitazione, in genere la 5D dell’Istituto Idrografico della Marina: una carta di Mercatore pensata per l’addestramento, con reticolo, scala delle latitudini, profondità e punti cospicui, non destinata alla navigazione reale. Vale quanto hai letto nel capitolo Carte nautiche e pubblicazioni: scala dichiarata nel cartiglio, latitudine sul bordo laterale, longitudine su quello superiore o inferiore.

Gli strumenti sono quelli del carteggio: squadrette o parallele, compasso a punte, matita e gomma, e la calcolatrice se l’ufficio d’esame la ammette. Non dare per scontato il materiale: ogni commissione pubblica le proprie istruzioni, e la sola fonte che conta per la tua sessione è quella. Arriva sapendo che cosa porti tu e che cosa trovi sul tavolo.

Una cosa da mettere in chiaro subito: le figure di questo manuale sono schemi didattici originali, non riproduzioni della carta ufficiale. Servono a farti capire il procedimento; per esercitarti davvero ti serve la carta, di carta, e il compasso in mano.

Estratto schematico in stile carta didatticaUn reticolo dimostrativo con quattro paralleli e otto meridiani: il punto A è a 42 gradi 51 primi Nord e 010 gradi 15 primi Est, il punto B a 42 gradi 52 primi Nord e 010 gradi 19 primi Est, uniti da una rotta. L’apertura del compasso riportata sulla scala delle latitudini, a destra, misura tre miglia e un decimo. Disegno originale, non è la carta 5D e non è navigabile.Estratto schematico · misurare A–B sulla scala delle latitudini42°53′ N42°52′ N42°51′ N42°50′ N010°14′ E010°16′ E010°18′ E010°20′ Ecosta (schematica)AB42°51′,0 N — 010°15′,0 E42°52′,0 N — 010°19′,0 E1 M1 M1 M3,1 MUn primo di latitudine vale un miglio: l’apertura del compasso si legge sempre sulla scala laterale,mai su quella delle longitudini. Reticolo dimostrativo: non è la carta d’esame e non è navigabile.
Il tavolo della prova. Un estratto schematico in stile carta didattica: reticolo, scala delle latitudini usata come righello delle miglia, il punto di partenza A, l’arrivo B e la rotta che li unisce.

Lezione 2. Leggere coordinate e distanze sulla carta

Per leggere la posizione di un punto porta il suo parallelo sulla scala laterale e il suo meridiano su quella superiore o inferiore, tenendo le squadrette allineate al reticolo. Leggi gradi e primi, e i decimi di primo se la scala li consente: scrivi 42°51′,4 N e 010°16′,9 E, non «circa quarantadue e mezzo». Per riportare una posizione data fai il contrario: individua parallelo e meridiano e segna l’intersezione con una crocetta leggera.

La distanza si misura con il compasso e si legge sulla scala delle latitudini, alla stessa altezza del tratto: un primo di latitudine vale circa un miglio nautico. I primi di longitudine no: la loro lunghezza in miglia dipende dalla latitudine, e usarli è l’errore che in aula si ripete più spesso. Se il tratto è lungo, aprilo a passi uguali e conta i passi invece di forzare l’apertura del compasso.

Nella prova entro 12 miglia le domande di direzione, quando ci sono, restano semplici: la rotta vera si misura in senso orario da 000° a 360° rispetto al Nord vero, trasferendo la direzione con le parallele senza ruotarla. Controlla sempre il quadrante: la stessa linea offre due valori opposti, e il viaggio da A a B ne sceglie uno solo.

Chiudi ogni misura con un ordine di grandezza. Un tratto costiero di venti miglia a sei nodi non può durare un’ora; una distanza di 4,2 M non si trasforma in 42 M perché hai contato male i passi di compasso. Il controllo costa tre secondi e ti salva il quesito successivo, che sul dato sbagliato costruirebbe un errore in più.

Lezione 3. Consumo, autonomia e riserva

Tre grandezze e tre relazioni, le stesse del capitolo Controlli, consumi e autonomia. Il tempo di navigazione è t = D/V, con D in miglia e V in nodi. Il combustibile necessario è F = C × t, con C consumo orario in litri all’ora. L’autonomia temporale è quantità utilizzabile diviso consumo orario, e moltiplicata per la velocità sul fondo diventa autonomia in miglia. Nella prova il consumo orario ti viene dato: il tuo lavoro è abbinarlo al tempo giusto.

Quando il consumo è espresso in litri per miglio la strada è ancora più corta: F = c × D, e il tempo serve solo se te lo chiedono. Quando invece il testo dà il consumo a un certo regime e la velocità a quel regime, tienili insieme: non mescolare il consumo di crociera con la velocità di punta perché «tanto è la stessa barca».

La riserva è una quantità che decidi di non spendere, non un residuo che ti ritrovi. Nei quesiti compare in due forme: come frazione del serbatoio o del fabbisogno («riserva del 20%»), oppure come quantità fissa in litri. Leggi con attenzione su che cosa si calcola la percentuale: il 20% di 40 litri di fabbisogno fa 8 litri, il 20% di un serbatoio da 120 litri ne fa 24. Sono due risposte diverse, e una sola è quella chiesta.

Attenzione anche alla differenza fra quantità nel serbatoio, quantità utilizzabile e quantità che destini al viaggio. Una domanda tipica è: «con 60 litri a bordo e una riserva di 15, basta per andare e tornare?». Si risponde confrontando il fabbisogno del percorso completo con i 45 litri disponibili, non con i 60. E se la risposta è no, la risposta è no: l’esame non chiede ottimismo, chiede il conto.

Lezione 4. I cinque quesiti tipo e come rispondere

I quesiti ricorrenti sono quattro tipi, distribuiti sui cinque numeri della scheda. Primo tipo, la lettura: «quali sono le coordinate del punto A?». Secondo tipo, la misura: «quante miglia da A a B?». Terzo tipo, il tempo: «a quale ora arrivi partendo alle 09:20 a 8 nodi?». Quarto tipo, il carburante: «quanti litri servono?», «quanti ne restano?», «l’autonomia basta?». Riconoscere il tipo in tre secondi è metà del lavoro.

Il procedimento è sempre lo stesso, e conviene scriverlo. Sottolinea nel testo i dati con la loro unità. Scrivi la formula prima dei numeri. Calcola. Converti i decimali dell’ora in minuti moltiplicando per 60 — 1,5 h è un’ora e mezza, non un’ora e cinquanta. Rileggi la domanda e verifica di aver risposto a quella, non a quella che ti aspettavi. Poi il controllo inverso: dal tempo trovato, tempo per velocità deve ridarti la distanza.

Venti minuti per cinque quesiti sono quattro minuti l’uno, e uno dei cinque richiede il compasso: non partire dal più difficile. Fai subito quelli che sai, segna a matita quello che ti resiste e torna alla fine con i minuti avanzati. Un quesito lasciato in bianco pesa come uno sbagliato, e il margine è di un errore solo: una risposta ragionata vale sempre più di una casella vuota.

Sulle unità si perdono più punti che sui calcoli. Litri e litri all’ora, miglia e nodi, ore e minuti: se il risultato ha l’unità sbagliata, il numero è sbagliato anche quando le cifre tornano. E un ultimo consiglio da chi ha visto molte schede: scrivi l’ora in formato 24 ore e con i due punti, così l’arrivo delle 14:25 non diventa mai un 2,25 che non significa niente.

Verifica · 10 esercizi originali

Rispondi prima di aprire il commento. Le domande sono formative e non riproducono le schede ministeriali.

01 · Quanto tempo richiedono 8 M a 6,4 kn?

Soluzione e motivo

1 h 15 min: 8/6,4 = 1,25 h e 0,25 × 60 = 15.

02 · Con un consumo di 11 L/h, quanti litri in 2 h 30 min?

Soluzione e motivo

27,5 litri: 2 h 30 min sono 2,5 h e 2,5 × 11 = 27,5.

03 · Consumo 1,5 litri al miglio per 14 M: quanti litri?

Soluzione e motivo

21 litri: con il consumo al miglio basta F = 1,5 × 14, il tempo non serve.

04 · Serbatoio utilizzabile 50 L e riserva del 20%: quanti litri destini al viaggio?

Soluzione e motivo

40 litri: la riserva è 0,20 × 50 = 10 litri e non si spende.

05 · Con 40 L disponibili, consumo 10 L/h e velocità 7 kn, quante miglia di autonomia?

Soluzione e motivo

28 miglia: 40/10 = 4 h di autonomia, e 4 × 7 = 28.

06 · Un primo di longitudine equivale a un miglio nautico?

Soluzione e motivo

No. Solo il primo di latitudine vale circa un miglio nautico; il primo di longitudine si accorcia al crescere della latitudine.

07 · Partenza 07:45 e durata 2 h 20 min: quale arrivo teorico?

Soluzione e motivo

10:05, con il riporto dei minuti: 07:45 + 2:20.

08 · 1,4 h corrispondono a quale durata?

Soluzione e motivo

1 h 24 min, perché 0,4 × 60 = 24. Non è «un’ora e quaranta».

09 · Il quesito chiede i litri necessari e rispondi in litri all’ora: va bene?

Soluzione e motivo

No: il quesito chiede una quantità, la risposta deve essere in litri. Con l’unità sbagliata il numero è sbagliato.

10 · Quante risposte esatte servono nella prova di carteggio entro 12 miglia?

Soluzione e motivo

Almeno 4 su 5, in 20 minuti: è ammesso un solo errore.