01
Codice 6.7.1-1
Qual è l'unità di misura per le velocità in mare?
-
a
il metro al secondo.
-
b
il nodo. (risposta esatta)
-
c
il chilometro orario.
Risposta esatta: b, il nodo.
Perché, spiegato dal Capitano
In mare la velocità si misura in nodi, punto. Il nodo è nato con il solcometro a barchetta: si contavano i nodi della sagola che filava fuori bordo in un tempo dato. Metri al secondo e chilometri orari sono unità terrestri che sulle carte nautiche non trovano posto, perché tutto il sistema di misura marino ruota attorno al miglio nautico e al primo di latitudine.
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02
Codice 6.7.1-2
Considerato il calcolo delle velocità in mare, a cosa corrisponde il nodo?
-
a
a un miglio marino percorso in un'ora. (risposta esatta)
-
b
a un chilometro percorso in un'ora.
-
c
a un metro percorso in un secondo.
Risposta esatta: a, a un miglio marino percorso in un'ora.
Perché, spiegato dal Capitano
Un nodo equivale a un miglio marino percorso in un'ora, cioè 1852 metri all'ora. La comodità è tutta qui: siccome un primo di latitudine sulla carta vale un miglio, chi fa 6 nodi copre 6 primi di carta in un'ora, e i conti di carteggio diventano immediati. Il chilometro orario e il metro al secondo appartengono alla strada, non alla carta nautica.
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03
Codice 6.7.1-3
Un miglio marino equivale a:
-
a
1.825 metri.
-
b
1.852 metri. (risposta esatta)
-
c
1.609 metri.
Risposta esatta: b, 1.852 metri.
Perché, spiegato dal Capitano
Il miglio marino vale 1.852 metri, la lunghezza di un primo di latitudine sulla superficie terrestre. I distrattori sono costruiti con malizia: 1.825 scambia due cifre del valore giusto, mentre 1.609 metri è il miglio terrestre anglosassone, quello delle strade americane, che col mare non c'entra nulla. Memorizza 1852 e non lo mollare: torna in mille calcoli di carteggio.
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04
Codice 6.7.1-4
Il nodo è:
-
a
la velocità di 1850 metri all'ora.
-
b
la grandezza che equivale a 1.850 metri, pari alla lunghezza di 1' (un primo) di Longitudine.
-
c
l'unità di misura della velocità della nave. (risposta esatta)
Risposta esatta: c, l'unità di misura della velocità della nave.
Perché, spiegato dal Capitano
Il nodo è l'unità di misura della velocità della nave: un miglio marino all'ora. La seconda opzione è una trappola doppia: dà 1.850 metri invece di 1.852 e parla di primo di Longitudine invece che di Latitudine. Il primo di longitudine si accorcia salendo verso i poli, mentre quello di latitudine resta praticamente costante: per questo il miglio si ancora alla latitudine.
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05
Codice 6.7.1-5
Il miglio marino è l'unità di misura:
-
a
delle distanze in mare. (risposta esatta)
-
b
dell'angolo che si forma tra le rotte di due imbarcazioni.
-
c
degli angoli in mare.
Risposta esatta: a, delle distanze in mare.
Perché, spiegato dal Capitano
Il miglio marino misura le distanze in mare: 1.852 metri, pari a un primo di latitudine. È la lunghezza che prelevi con il compasso sulla scala laterale della carta per misurare quanto ti separa da un punto. Gli angoli in mare si misurano in gradi e primi con bussola e grafometro, non in miglia: i distrattori confondono apposta lunghezze e angoli.
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06
Codice 6.7.1-6
Cosa significa l'affermazione "velocità 5 nodi"?
-
a
che la velocità di navigazione è di 5 km/h.
-
b
una distanza di 5 miglia nautiche.
-
c
che in un'ora si percorrono 5 miglia nautiche (risposta esatta)
Risposta esatta: c, che in un'ora si percorrono 5 miglia nautiche
Perché, spiegato dal Capitano
Dire velocità 5 nodi significa che in un'ora percorri 5 miglia nautiche, cioè circa 9,3 chilometri. Il nodo è già una velocità completa, miglio all'ora: dire cinque nodi all'ora è un errore da terraioli. Il distrattore sui km/h ti frega se dimentichi che il miglio marino vale 1.852 metri, e quello sulla distanza confonde la velocità con lo spazio percorso.
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07
Codice 6.7.1-7
Lo scarroccio:
-
a
con lo stesso vento, la velocità di scarroccio è uguale per tutte le navi anche se diverse tra loro.
-
b
quanto minore è l'opera viva tanto minore sarà la superficie esposta al vento.
-
c
dipende dall'intensità del vento, dalla velocità dell'unità, dalla superficie esposta al vento e dal tipo di carena. (risposta esatta)
Risposta esatta: c, dipende dall'intensità del vento, dalla velocità dell'unità, dalla superficie esposta al vento e dal tipo di carena.
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio dipende da quattro fattori insieme: intensità del vento, velocità dell'unità, superficie esposta al vento e forma della carena. Una barca lenta con tanta opera morta scarroccia molto più di una veloce e filante, quindi l'idea che sia uguale per tutte le navi è assurda. Anche il secondo distrattore è rovesciato: è l'opera morta, non la viva, la superficie che il vento spinge.
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08
Codice 6.7.1-8
Tra i possibili moti sull’acqua che la nave può compiere o subire, si può affermare che:
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a
la deriva è il movimento dovuto alla presenza di correnti. (risposta esatta)
-
b
la velocità di deriva dipende dalla forma della carena.
-
c
lo scarroccio è il movimento dovuto al sistema di governo.
Risposta esatta: a, la deriva è il movimento dovuto alla presenza di correnti.
Perché, spiegato dal Capitano
La deriva è il movimento che la corrente imprime alla nave: l'acqua in cui galleggi si sposta e ti porta con sé, qualunque carena tu abbia. Ecco perché il secondo distrattore cade: nella corrente la barca è immersa tutta, la forma conta poco. Lo scarroccio invece è opera del vento sull'opera morta, non del sistema di governo. Corrente uguale deriva, vento uguale scarroccio: fissalo.
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09
Codice 6.7.1-9
La deriva è:
-
a
l’effetto perturbatore prodotto dalla corrente marina sul moto dell’unità. (risposta esatta)
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b
la somma degli effetti prodotti dal vento sul moto dell'unità.
-
c
l’effetto perturbatore prodotto dal vento sull'opera morta dell'unità.
Risposta esatta: a, l’effetto perturbatore prodotto dalla corrente marina sul moto dell’unità.
Perché, spiegato dal Capitano
La deriva è l'effetto perturbatore della corrente marina sul moto dell'unità: la massa d'acqua si muove e trascina la barca fuori dalla rotta che il timoniere crede di seguire. Tutto ciò che parla di vento descrive lo scarroccio, l'altro disturbo, che agisce sull'opera morta. In esame la coppia deriva-corrente e scarroccio-vento viene incrociata in ogni modo possibile: tienila salda.
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10
Codice 6.7.1-10
Lo scarroccio è dovuto:
-
a
all'azione del vento. (risposta esatta)
-
b
all'azione combinata di vento e corrente.
-
c
all'effetto della corrente.
Risposta esatta: a, all'azione del vento.
Perché, spiegato dal Capitano
Lo scarroccio è dovuto all'azione del vento, che preme sull'opera morta e sulle sovrastrutture spostando la barca lateralmente rispetto alla rotta. Il distrattore insidioso è quello dell'azione combinata: in pratica vento e corrente agiscono spesso insieme, ma la definizione tiene i due effetti separati per poterli calcolare, e lo scarroccio è per definizione solo figlio del vento. La corrente genera la deriva.
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11
Codice 6.7.1-11
La deriva è dovuta:
-
a
all'azione combinata di vento e corrente.
-
b
all'effetto della corrente. (risposta esatta)
-
c
all'azione del vento.
Risposta esatta: b, all'effetto della corrente.
Perché, spiegato dal Capitano
La deriva è l'effetto della sola corrente: l'acqua che ti sostiene si sposta e la barca viene trasportata con essa, come una foglia nel fiume. Il vento produce invece lo scarroccio, e l'azione combinata dei due è quello che poi correggi complessivamente in carteggio, ma la definizione da quiz tiene i fenomeni distinti. Corrente-deriva, vento-scarroccio: stessa coppia, domanda ribaltata rispetto alla precedente.
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12
Codice 6.7.1-12
Con vento, di poppa, la cui direzione coincide con la direzione del moto della nave:
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a
si ha un effetto sulla velocità della nave ma non sulla direzione del suo percorso. (risposta esatta)
-
b
si ha un effetto sulla velocità della nave ed anche sulla direzione del suo percorso.
-
c
si ha un effetto non sulla velocità della nave ma sulla direzione del suo percorso.
Risposta esatta: a, si ha un effetto sulla velocità della nave ma non sulla direzione del suo percorso.
Perché, spiegato dal Capitano
Con vento esattamente in poppa, allineato al moto della nave, la spinta agisce lungo l'asse della rotta: ti aumenta la velocità ma non ti sposta lateralmente, quindi la direzione del percorso resta quella. Lo scarroccio laterale nasce solo quando il vento arriva di traverso o comunque obliquo rispetto alla prua. È il caso limite in cui il vento disturba il tempo di arrivo, non la rotta.
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